Storia del Territorio

foto 1 storia del territoriIl Parco di San Silvestro, aperto ufficialmente nel 1996 è nato per mantenere viva la memoria e favorire la comprensione di una storia complessa da sempre legata all’attività mineraria. L’area del Parco è infatti ricca di minerali chiamati “solfuri” formatisi in seguito a processi geologici risalenti a circa 5 milioni di anni fa. I solfuri contengono zolfo legato a metalli quali rame, piombo, argento, ferro e zinco.

Le tracce dell’estrazione di minerali metalliferi e rocce marcano con segni indelebili le colline del Campigliese. Ancora oggi, a miniere ormai chiuse da quasi trent’anni, persiste l’uso intensivo dei materiali di cava (calcari e minerali per l’industria ceramica).

Le ricerche archeologiche sono iniziate a metà degli anni ottanta, cercando di ripercorrere le tappe di un lavoro minerario organizzato in maniera sistematica già in periodo etrusco. Gli stretti e tortuosi pozzi scavati da questo antico popolo, larghi appena quanto le spalle di un uomo, rappresentano il primo approccio alla ricerca mineraria. Non conoscenze geologiche o scientifiche a guidare questi antichi minatori, ma l’esperienza di saper riconoscere e seguire in profondità quella roccia scura (che gli studiosi del ‘900 chiameranno SKARN) ricca di solfuri metalliferi. pag4 5In epoca etrusca il territorio fu controllato da gruppi gentilizi a cui sono riconducibili le tombe a tumulo di Monte Pitti e San Dazio e l’abitato di Poggio alle Strette, situato ai margini dell’area mineraria. La storia del Campigliese si lega strettamente con quella di Populonia, città etrusca resa famosa dall’estrazione e lavorazione dei minerali di ferro elbani e distante pochi chilometri. Resti di forni per il trattamento dei minerali, risalenti probabilmente a quest’epoca sono stati ritrovati in località Madonna di Fucinaia, subito prima dell’ingresso del Parco.

Dopo una lunga interruzione nel periodo romano e nell’alto medioevo, la ripresa dell’attività mineraria nel Campigliese è legata alla nascita e allo sviluppo del borgo fortificato di Rocca San Silvestro.
Voluto dai Conti della Gherardesca, ed abitato da minatori e fonditori, rappresenta, a livello europeo, uno degli esempi più significativi di villaggio signorile a vocazione mineraria e metallurgica. Altri insediamenti d’altura voluti dalla famiglia Della Gherardesca sono quelli di Acquaviva e Biserno, di cui non rimangono tracce e il castello di Campiglia.

disegni pannelli1La tecnica mineraria usata dai minatori medioevali non si discostava molto da quella degli etruschi e la ricerca si concentrò in quel periodo soprattutto nelle Valli dei Manienti e dei Lanzi, a ridosso di Rocca San Silvestro.
Nel parco sono state individuate le imboccature di circa 200 miniere antiche, appartenenti sia al periodo etrusco che a quello medioevale, alcune delle quali sono segnalate lungo i percorsi di visita.

Dopo l’abbandono di Rocca San Silvestro alla fine del XIII° secolo, solo Cosimo I° dei Medici, Granduca di Toscana, si interessò nuovamente a questo territorio, inviando minatori specializzati provenienti dal Tirolo e dalla Versilia. I Lanzi, famosi per la loro perizia, costruirono edifici (Case Caprareccia e Villa Lanzi) e sperimentarono nuovi metodi di coltivazione a cielo aperto. Difficoltà tecniche nella separazione dei vari metalli li indussero ad abbandonare la zona nel 1559.

foto 4 storia del territoriLe scoperte dell’epoca illuminista ed i primi studi di naturalisti e geologi all’inizio del 1800 dettero nuovo impulso alla ricerca mineraria. La tecnica estrattiva cambiò completamente, grazie all’uso di polveri piriche ed in seguito dell’esplosivo, capace di frantumare grossi volumi di roccia. Le miniere furono organizzate in livelli di estrazione su più piani, con lunghe gallerie orizzontali collegate da pozzi verticali, usati per la movimentazione di minerali e personale su montacarichi.

Il Pozzo Earle, con il suo castello di metallo, rappresenta il più profondo dei cinque pozzi minerari scavati tra 1800 e 1900 per accedere a tutti i livelli delle miniere. Di questa fase più recente della coltivazione mineraria rimangono nel parco segni evidenti: le imboccature delle gallerie, i pozzi, i resti delle ferrovie usate per il trasporto dei minerali, gli edifici minerari dei primi del ‘900 , che ospitano oggi la biglietteria, il Ristorante e l’Ostello del Parco (Palazzo Gowett).

Storia del Parco

Il progetto del Parco di San Silvestro nasce da una precisa esperienza di ricerca.
Al 1984 risale infatti la prima campagna di scavo del castello di Rocca San Silvestro, condotta dall'Insegnamento di Archeologia Medievale dell'Università degli Studi di Siena in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Campiglia Marittima e con numerosi Dipartimenti universitari europei.

Accanto allo scavo intensivo del castello venne inoltre avviata una sistematica ricerca di superficie nell'intero territorio campigliese, per ricostruire, attraverso l'archeologia dei paesaggi, i sistemi di insediamento nei vari periodi storici (dalla protostoria all'età moderna) e l'approccio delle comunità alle risorse disponibili.

san silvestroOggi Rocca San Silvestro e le sue miniere di rame e di argento costituiscono un punto di riferimento a livello europeo per riscrivere, su base archeologica, la storia dell'organizzazione del lavoro minerario nel medioevo.

La ricerca archeologica, catalizzando l'interesse di naturalisti, storici, amministratori ed organi di tutela verso questo territorio, ha dato quindi il primo impulso alla costituzione un Parco Archeominerario.

Il progetto pilota originario risale al 1989, quando su incarico dell'Amministrazione Comunale di Campiglia Marittima, vengono definite per la prima volta le linee generali del Parco Archeologico Minerario di San Silvestro.

L'obiettivo non era soltanto quello di valorizzare e musealizzare un singolo monumento, ma un intero paesaggio storico, frutto di secoli di lavorazione mineraria, coniugando la valorizzazione delle risorse locali con la salvaguardia dei beni ambientali e storici.

Con l’acquisizione dei terreni e degli immobili da parte del Comune di Campiglia Marittima è stato fatto un ulteriore e concreto passo in avanti verso la realizzazione del progetto.

Grazie al finanziamento comunitario ex.reg. Cee n. 328/88 Resider I, è stato infine possibile avviarne concretamente la costruzione.

Cronologia del Parco

Anni ’70-’80: pianificazione del territorio coordinata dei Comuni della Val di Cornia con l’individuazione delle aree da destinare a parco pubblico territoriale

Anni ’80-’90: ricerca scientifica finalizzata alla conoscenza di alcune aree di parco (parchi archeologici) finalizzate alla realizzazione di masterplan dei Parchi archeologici che ne definiscono gli aspetti di valorizzazione, la fruibilità e i servizi

Anni ’80-’90: acquisizione delle aree attraverso espropri o accordi bonari (Parco archeominerario di San Silvestro, Parco archeologico di Baratti e Populonia, Parco costiero della Sterpaia)

1994-1995: inizio lavori di realizzazione del Parco Archeominerario di San Silvestro

1996: apertura del Parco Archeominerario di San Silvestro

2000-2003: lavori di realizzazione di un Centro di documentazione presso Villa Lanzi e di un Ostello da 90 posti presso Palazzo Gowett nel Parco Archeominerario di San Silvestro

2004: apertura di tutti i servizi al pubblico (Centro di documentazione, Ostelli, punti ristoro) realizzati nei parchi

2005: inizio delle attività del Centro di documentazione e formazione di Villa Lanzi

2005: inizio lavori di ampliamento del Parco Archeominerario di San Silvestro

2006: apertura della Galleria “Diretta Lanzi - Temperino” e del Museo delle macchine minerarie e della storia sociale dei minatori nel Parco Archeominerario di San Silvestro.