Storia del Territorio

Miniere di ieri, miniere di oggi

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Il Parco Archeominerario di San Silvestro, aperto ufficialmente nel 1996, è nato per mantenere viva la memoria e favorire la comprensione della storia del comprensorio dei Monti di Campiglia, da sempre legata all’attività mineraria.

L’area del Parco è infatti ricca di minerali chiamati “solfuri”, formatisi in seguito a processi geologici risalenti a circa 5 milioni di anni fa. I solfuri contengono zolfo legato a metalli quali rame, piombo, argento, ferro e zinco.

Le tracce dell’estrazione dei minerali metalliferi e delle rocce marcano con segni indelebili le colline del Campigliese, e rappresentano la caratteristica più visibile e al tempo stesso più affascinante di questo territorio.

Ancora oggi, nonostante la chiusura delle miniere avvenuta alla fine degli anni '70 del 1900, persiste l’attività intensiva di estrazione dei materiali di cava, principalmente calcari e minerali per l’industria ceramica come il caolino.

La fase etrusca

Le ricerche archeologiche in questo comprensorio sono iniziate a metà degli anni Ottanta, cercando di ripercorrere le tappe di un lavoro minerario organizzato in maniera sistematica già nel periodo etrusco.

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Gli stretti e tortuosi pozzi scavati da questo antico popolo, larghi appena quanto le spalle di un uomo, rappresentano il primo approccio alla ricerca mineraria. Non conoscenze geologiche o scientifiche a guidare questi antichi minatori, ma l’esperienza di saper riconoscere e seguire in profondità quella roccia scura - che gli studiosi del ‘900 chiameranno skarn - ricca di solfuri metalliferi.

In epoca etrusca il territorio fu controllato da gruppi gentilizi a cui sono riconducibili le tombe a tumulo di Monte Pitti e San Dazio e l’abitato di Poggio alle Strette, situato ai margini dell’area mineraria.

La storia del Campigliese si lega strettamente con quella di Populonia, città etrusca resa famosa dall’estrazione e lavorazione dei minerali di ferro elbani e distante pochi chilometri. Resti di forni per il trattamento dei minerali, risalenti probabilmente a quest’epoca sono stati ritrovati in località Madonna di Fucinaia, subito prima dell’ingresso del Parco.

La fase medievale

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Dopo una lunga interruzione nel periodo romano e nell’alto medioevo, la ripresa dell’attività mineraria nel Campigliese è legata alla nascita e allo sviluppo del borgo fortificato di Rocca San Silvestro.
Voluto dai Conti Della Gherardesca e abitato da minatori e fonditori, rappresenta, a livello europeo, uno degli esempi più significativi di villaggio signorile a vocazione mineraria e metallurgica. Altri insediamenti d’altura voluti dalla famiglia Della Gherardesca sono quelli di Acquaviva e Biserno, di cui non rimangono tracce, e il castello di Campiglia Marittima, situato sulla colina che domina l'abitato attuale.

La tecnica mineraria usata dai minatori medievali non si discostava molto da quella degli etruschi, e la ricerca si concentrò in quel periodo soprattutto nella Valle dei Manienti e nella Valle dei Lanzi, a ridosso di Rocca San Silvestro.

All'interno dell'area del Parco sono state individuate le imboccature di circa 200 miniere antiche, appartenenti sia al periodo etrusco che a quello medievale, alcune delle quali sono segnalate lungo i percorsi di visita.

La fase postmedievale

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Dopo l’abbandono di Rocca San Silvestro nel corso del XIV secolo, solo Cosimo I De' Medici, Granduca di Toscana, si interessò nuovamente a questo territorio, inviando minatori specializzati provenienti dal Tirolo e dalla Versilia.

I Lanzi, famosi per la loro perizia, costruirono edifici (Case Caprareccia e Villa Lanzi) e sperimentarono nuovi metodi di coltivazione a cielo aperto. Difficoltà tecniche nella separazione dei vari metalli li indussero ad abbandonare la zona nel 1559.

Il Pozzo Earle, con il suo castello di metallo, rappresenta il più profondo dei cinque pozzi minerari scavati tra 1800 e 1900 per accedere a tutti i livelli delle miniere

Le scoperte dell’epoca illuminista e i primi studi di naturalisti e geologi all’inizio del 1800 dettero nuovo impulso alla ricerca mineraria. La tecnica estrattiva cambiò completamente, grazie all’uso di polveri piriche e in seguito dell’esplosivo, capace di frantumare grossi volumi di roccia. Le miniere furono organizzate in livelli di estrazione su più piani, con lunghe gallerie orizzontali collegate da pozzi verticali, usati per la movimentazione di minerali e personale su montacarichi.

Di questa fase più recente della coltivazione mineraria rimangono nel Parco segni evidenti: le imboccature delle gallerie, i pozzi, i resti delle ferrovie usate per il trasporto dei minerali, gli edifici minerari dei primi del ‘900, che oggi ospitano diversi servizi del Parco, come la Biglietteria e il Ristorante Santa Barbara, nei pressi del Centro Visita, e l’ostello del Parco, Palazzo Gowett, situato nella Valle dei Lanzi.

Storia del Parco

Il progetto per la creazione del Parco Archeominerario di San Silvestro nasce da una precisa esperienza di ricerca.
Al 1984 risale infatti la prima campagna di scavo del castello di Rocca San Silvestro, condotta dall'Insegnamento di Archeologia Medievale dell'Università degli Studi di Siena, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Campiglia Marittima e con numerosi Dipartimenti universitari europei.

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Accanto allo scavo intensivo del castello venne inoltre avviata una sistematica ricerca di superficie nell'intero territorio campigliese, per ricostruire, attraverso l'archeologia dei paesaggi, i sistemi di insediamento nei vari periodi storici - dalla protostoria all'età moderna - e per comprendere l'approccio delle comunità alle risorse disponibili.

La ricerca archeologica, catalizzando l'interesse di naturalisti, storici, amministratori e organi di tutela verso questo territorio, ha dato quindi il primo impulso alla costituzione di un Parco Archeominerario.Oggi Rocca San Silvestro e le sue miniere di rame e di argento costituiscono un punto di riferimento a livello europeo per riscrivere, su base archeologica, la storia dell'organizzazione del lavoro minerario nel medioevo.

Il progetto pilota originario risale al 1989, quando su incarico dell'Amministrazione Comunale di Campiglia Marittima, vengono definite per la prima volta le linee generali del Parco Archeologico Minerario di San Silvestro.

L'obiettivo non era soltanto quello di valorizzare e musealizzare un singolo monumento, ma un intero paesaggio storico, frutto di secoli di lavorazione mineraria, coniugando la valorizzazione delle risorse locali con la salvaguardia dei beni ambientali e storici.

Con l’acquisizione dei terreni e degli immobili da parte del Comune di Campiglia Marittima è stato fatto un ulteriore e concreto passo in avanti verso la realizzazione del progetto.

Grazie al finanziamento comunitario ex.reg. Cee n. 328/88 Resider I, è stato infine possibile avviarne concretamente la costruzione.

Cronologia del Parco

  • Anni ’70-’80: pianificazione del territorio coordinata dei Comuni della Val di Cornia con l’individuazione delle aree da destinare a parco pubblico territoriale
  • Anni ’80-’90: ricerca scientifica finalizzata alla conoscenza di alcune aree di parco (parchi archeologici) finalizzate alla realizzazione di masterplan dei Parchi archeologici che ne definiscono gli aspetti di valorizzazione, la fruibilità e i servizi
  • Anni ’80-’90: acquisizione delle aree attraverso espropri o accordi bonari (Parco Archeominerario di San Silvestro, Parco Archeologico di Baratti e Populonia, Parco Costiero della Sterpaia)
  • 1994-1995: inizio lavori di realizzazione del Parco Archeominerario di San Silvestro
  • 1996: apertura del Parco Archeominerario di San Silvestro
  • 2000-2003: lavori di realizzazione di un Centro di Documentazione presso Villa Lanzi e di un ostello da 90 posti presso Palazzo Gowett nel Parco Archeominerario di San Silvestro
  • 2004: apertura di tutti i servizi al pubblico (Centro di Documentazione, ostelli, punti ristoro) realizzati nei parchi
  • 2005: inizio delle attività del Centro di documentazione e formazione di Villa Lanzi
  • 2005: inizio lavori di ampliamento del Parco Archeominerario di San Silvestro
  • 2006: apertura della Galleria “Diretta Lanzi - Temperino”, del Museo delle Macchine Minerarie e del Museo dei Minatori nel Parco Archeominerario di San Silvestro.