La Val di Cornia non è solo spiagge cristalline, stabilimenti balneari e agriturismi, ma è anche un territorio verde e rigoglioso con bellissimi spazi incontaminati, che rappresenta il luogo ideale per immergersi nella natura e godere di tutte le bellezze che questo territorio ha da offrire.

Il Parco Archeominenario di San Silvestro è un parco naturale e archeologico vastissimo, immerso in un ambiente dove l'uomo ha sfidato per secoli la natura alla ricerca di minerali preziosi, in un paesaggio di boschi e macchie caratteristiche della vegetazione costiera toscana, dove la flora e la fauna assumono una varietà talvolta sorprendente.

Grazie ai percorsi trekking presenti all'interno del Parco, i vari ambienti e le loro caratteristiche naturali possono essere goduti appieno, esplorandoli a piedi, in bici o a cavallo. 

Geologia

temperino ripiena sopra disCollocandosi nella parte terminale delle Colline metallifere, il Parco Archeominerario si configura come un vero e proprio laboratorio geologico naturale, dove il visitatore ha modo di osservare un ampio campionario di minerali e rocce, e dove gli studenti di Geologia e Scienze della Terra possono venire a esercitarsi e ad approfondire i loro programmi di studio.

All'interno del Parco sono infatti presenti rocce sedimentarie, magmatiche e metamorfiche, formatesi secondo i tre principali meccanismi genetici individuati dai geologi. La grande variabilità di minerali è testimoniata dalla presenza di oltre 90 specie diverse.

La roccia più interessante da un punto di vista non solo geologico ma anche economico, è lo skarn, nome che deriva dalla parola finlandese “scarto”. Lo skarn, formatosi circa 5 milioni di anni fa per reazione tra magmi e calcari, contiene al suo interno la gran parte dei minerali metalliferi del Campigliese.

Nel Museo del Temperino presso il Centro Visita, è esposta una raccolta completa delle rocce e dei minerali del Parco, utile per imparare a riconoscerli e per farsi un'idea della ricchezza ambientale e geologica di questo comprensorio.

Vegetazione

La vegetazione presente nel Parco è quella tipica delle colline costiere della Toscana. Vi dominano tre ambienti:

  • una macchia bassa più o meno aperta;

  • una macchia degradata con diffusi aspetti a gariga, impiantata su suoli poveri e rocciosi e che hanno subito l'azione dell'uomo (la presenza di olivastro, che caratterizza in particolare i dintorni di Rocca San Silvestro è attribuibile certamente all'attività agricola dei tempi passati);

  • un ceduo di sclerofille sempreverdi caratterizzato dalla prevalenza di specie a rapido ricaccio: corbezzolo, lillatro e, soprattutto, leccio.

orchis papilionaceax10Oltre ai rigogliosi boschi a macchia mediterranea, la natura del terreno e il tipo di vegetazione che caratterizza l'area del Parco di San Silvestro e di Monte Calvi, favorisce la nascita di numerose specie di orchidee spontanee, presenza di pregio in un'area di alto valore naturalistico, oltre che storico.

I visitatori più attenti e amanti della natura possono trovarle nell'area del Parco, e farsi conquistare dalla loro forma ardita e dai loro splendidi colori.

La presenza delle orchidee spontanee in Val di Cornia è legata a un'antica leggenda che risale alle incursioni dei pirati saraceni nel territorio, e racconta la triste storia di una fanciulla, la giovane Ubertenga.

All'epoca la giovane viveva insieme al padre, il vasaio Admut, in prossimità di Rocca di San Silvestro, dove si trovava la sua bottega. In un tragico mattino d'autunno, i pirati saraceni sbarcano sulle spiagge di fronte al Monte Calvi e iniziarono a saccheggiare e depredare le case presenti sul loro percorso, compiendo una razzia violenta che non risparmiò nessun villaggio.

Anche il vasaio e sua figlia subirono la violenza dei pirati saraceni e furono uccisi in un prato vicino a casa, ma l'efferatezza di quel gesto fu compensata da un fenomeno incredibile: le gocce di sangue versate dal corpo di Ubertenga diedero la vita a dei fiori bellissimi e mai visti, le orchidee selvatiche della Val di Cornia.

Le orchidee selvatiche, che conquistano per i loro colori e le loro forme accattivanti, sono piante bulbose che hanno sviluppato strategie adattative e riproduttive estremamente sofisticate: alcune hanno fiori che simulano l'addome degli insetti, al fine di attirarli a sé e facilitare in tal modo l'impollinazione.

Fauna

La diversità dei vari ambienti del Parco Archeominerario, si riflette non solo nella vegetazione ma anche nella composizione della fauna, che appare assai varia.

I visitatori più attenti e appassionati, aggirandosi sileziosi e vigili tra i percorsi archeominerari, possono avere incontri inaspettati ed emozionanti con diversi tipi di animali: dai più piccoli, ossia insetti come farfalle, cavallette e ragni, fino a diversi tipi di uccelli e animali più grandi, come scoiattoli, daini, cinghiali e addirittura tartarughe di terra. 

Anche il mondo sotterraneo delle miniere, ospita alcuni animali tipici di questi ambienti umidi e poco frquentati, come rospi e piccoli pipistrelli, che si intravedono in lontananza tra i pozzi antichi e le gallerie di età contemporanea.