Il territorio nella storia

La prima civiltà di un certo rilievo comparsa sul territorio è quella etrusca: la città di Populonia grazie al sottostante porto di Baratti, costituiva il centro degli scambi commerciali con l’Elba, da dove proveniva il minerale di ferro, materia prima di una fiorente industria metallurgica. Nelle vicine colline di Campiglia si estraevano e lavoravano metalli pregiati quali rame, piombo e argento.

In epoca romana il territorio subisce una trasformazione decisiva: la costruzione della strada carrabile costiera che da Roma conduceva a Pisa e alla “Gallia cisalpina”. Tale strada portava e porta ancora il nome di “Aurelia” e, per un piccolo tratto, di “Emilia Scauri”, dal nome dei consoli che l’avevano fatta costruire. La strada attraversava un paesaggio inospitale, con paludi e lagune.

Dopo l’invasione dei Goti, nell’alto medioevo si insediano nella zona alcune famiglie longobarde, tra cui probabilmente quella che ha dato origine ai della Gherardesca, legata alla repubblica di Pisa, sede del potere politico centrale. 

Sono proprio i pisani che costruiscono una torre costiera, detta di S. Vincenzio, a guardia del passo obbligato verso sud: il paese di S. Vincenzo si trova infatti nel punto in cui le ultime propaggini delle Colline metallifere si avvicinano maggiormente al mare.

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Il territorio attualmente occupato dal Comune di S. Vincenzo costituiva la Tenuta di Biserno, dominata dai Conti omonimi, un ramo della famiglia della Gherardesca. Nonostante il legame con la repubblica di Pisa, i Biserno erano spesso in lotta con il potere centrale, tanto che nel 1296 i pisani radono al suolo il castello e il borgo di Biserno e trasferiscono la popolazione in un piccolo insediamento creato appositamente presso la torre di S. Vincenzo, sotto il diretto controllo pisano fino al 1405, anno in cui l’intera Maremma viene assoggettata alla Repubblica di Firenze, a seguito dello scontro decisivo tra Firenze e Pisa.

Nel XVI secolo la pesca era fiorente, in particolare in una palude naturale creata a nord del Parco dal corso d’acqua denominato Botro ai Marmi, non sfociante nel mare. Per favorirla ulteriormente, i Campigliesi coinvogliarono in questa palude le acque di più ruscelli, tra cui il cosiddetto “Rio Emiliano”, da cui il nome del Parco. La palude occupava una superficie di circa 200 ettari e fu asciugata con i lavori di bonifica di Cosimo de Medici, nel XVI secolo, a cui seguirono, nel 1833, ulteriori lavoro di bonifica e deviazione di piccoli corsi d’acqua.

Risale al periodo della dominazione napoleonica l'allargamento e la ricostruzione totale, a tempo di record, della strada litoranea San Vincenzo - Piombino, nel Parco di Rimigliano, avvenuta nel 1804-1805 per accogliere nella città di Piombino la principessa Marianna Bonaparte poi Elisa Baciocchi, alla quale il fratello Napoleone aveva assegnato il principato di Piombino, con l'aggiunta in seguito di quello di Lucca. Ancora oggi la strada della Principessa è il raccordo più scenografico tra le due cittadine.

 

La Strada della Principessa

Risale al periodo della dominazione napoleonica l'allargamento e la ricostruzione totale, a tempo di record della strada litoranea San Vincenzo - Piombino, avvenuta nel 1804-1805 per accogliere nella città di Piombino la principessa Marianna Bonaparte poi Elisa Baciocchi, alla quale il fratello Napoleone aveva assegnato il principato di Piombino, con l'aggiunta in seguito di quello di Lucca.

Da allora in onore della sorella di Napoleone l'antica via dei Cavalleggeri divenne la via della Principessa (oggi è classificata Strada provinciale n. 23 e come allora è lunga 17 Km)

La strada dei Cavalleggeri era così denominata per la qualifica specifica di alcuni soldati, i Cavalleggeri appunto, addetti alla “scorreria” sulla via costiera che, con caratteri di mulattiera, si snodava lungo tutto il litorale roccioso e sabbioso, sia a nord di Livorno lungo il Tombolo, sia a sud fino a Torre Nuova, dove si allacciava alla tratta piombinese.

Una relazione sulle fortificazioni stesa nel 1748 dal tenente del Genio lorenese Masini ci informa che questa via – che presentava ponti in legno sui numerosi corsi d'acqua e una "barca" costantemente sorvegliata per il passaggio del fiume Cecina e tratti scoscesi molto pericolosi "anche per uomini a cavallo" – veniva pattugliata giornalmente dai cavalleggeri che avevano l'obbligo di fare "il loro Rapporto alli castellani delle Torri, di ciò che sia passato in ogni giorno". Finalmente, dopo le operazioni avviate negli anni della dominazione francese, nel 1820 venne realizzato il tratto di strada da San Vincenzo a Piombino.

Nelle mappe del catasto, databili 1821, risulta la nuova strada che conduce direttamente da San Vincenzo a Piombino, che segue di massima quella che era da secoli la così detta strada dei Cavalleggeri e che questi utilizzavano per il servizio di collegamento fra le varie torri costiere. 

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La nuova strada è indicata nella mappa col nome di Strada Maestra Piombinese, ma è noto che fu ben presto chiamata e tutt’ora si chiama Strada della Principessa, in quanto costruita a tempo di record tra il 1804 ed il 1805 per accogliere in Piombino Elisa Baciocchi Bonaparte, sorella di Napoleone, il quale le aveva assegnato il Principato di Piombino.

Elisa Bonaparte Baciocchi
(Ajaccio 1777 – Villa Vicentina 1820)

Nacque ad Ajaccio il 3 gennaio 1777. A Marsiglia sposò civilmente Felice Baciocchi, un oscuro capitano corso, con grande disappunto del fratello Napoleone che mirava ad un matrimonio politico. Visse in Corsica fino al 1798 poi si trasferì a Parigi dove si volle fermare rifiutandosi di seguire i successivi spostamenti del marito. Grazie al fratello ottenne il titolo di duchessa di Portoferraio e poco dopo divenne, insieme al marito, sovrana del piccolo ducato di Lucca e Piombino. Il 14 luglio 1805 fece il suo ingresso nella città. Lo stato fu ingrandito successivamente con Massa, Carrara e la Garfagnana. Al piccolo stato applicò le istruzioni di Napoleone curando l’introduzione delle leggi francesi, il riordino dell’amministrazione, della burocrazia e della giustizia. Incoraggiò l’industria ed il commercio dando inoltre inizio ad una vasta serie di bonifiche e di opere pubbliche.

Quando la Toscana venne annessa alla Francia, il 3 marzo 1809 ad Elisa fu concesso il titolo di Granduchessa. In realtà i suoi poteri furono piuttosto limitati e il suo governo dipendeva direttamente da Parigi. A Firenze Elisa dovette affrontare gli anni del blocco continentale, imporre suo malgrado la coscrizione obbligatoria ed una rigida politica ecclesiastica impostale da Napoleone. Tutto questo unito alle spoliazioni ed al crescente fiscalismo suscitò malcontento e tumulti in Toscana. La fine del suo governo giunse con l’arrivo delle truppe di Gioacchino Murat che occupò Firenze il 1° febbraio del 1814. Elisa si recò a Lucca, poi a Genova, Montpellier, Bologna e infine a Graz. La sua fortuna personale rimase integra e fu sicuramente l’unica dei Bonaparte a non avere difficoltà finanziarie. Morì a Villa Vicentina – nella campagna del Friuli, fra Cervignano ed Aquileia – il 7 agosto 1820.

 

L'istituzione del Parco

L’istituzione del parco di Rimigliano rappresenta il primo frutto di un’interessante esperienza di pianificazione coordinata sovracomunale, promossa fin dagli anni ’60 dall’Amministrazione Provinciale di Livorno e fatta propria dai Comuni di San Vincenzo, Castagneto Carducci, Bibbona, Cecina e Sassetta. I cinque Comuni redigono cinque piani coordinati, ma legalmente e formalmente autonomi, nei quali viene data priorità ad un’organizzazione territoriale che favorisse il turismo, inteso come elemento di riequilibrio socio-economico del territorio, non a discapito delle risorse naturali.

butterispeculari 01Dal 1975 si avvia una seconda fase del processo di pianificazione coordinata, che vede coinvolti, oltre alla Provincia di Livorno, i Comuni di Piombino, Campiglia M.ma, Suvereto, San Vincenzo. Tra le infrastrutture turistiche, viene attribuita grande rilevanza ai parchi naturali, intesi come territori in armonia con le aree circostanti e quindi fruibili nei modi e nei limiti imposti dalle caratteristiche e dall’importanza delle preesistenze storiche, naturalistiche, archeologiche per cui sono stati istituiti. In questo contesto il parco di Rimigliano viene destinato dagli strumenti urbanistici a “parco territoriale attrezzato”, per armonizzare la salvaguardia ambientale con l’uso turistico delle coste e delle aree boscate. Un accordo intercorso tra le Amministrazioni Comunali ricordate sancisce nel maggio 1973 l’avvio della gestione di una fascia di circa 2 km di lunghezza, all’interno del settore costiero.

Il Comune di San Vincenzo commissiona al Museo di Storia Naturale della Provincia di Livorno uno studio sull’ambiente naturale del parco. Vengono inoltre realizzati i primi servizi per la fruizione e gli interventi di protezione: una palizzata per interdire a qualsiasi veicolo a motore l’accesso dalla strada della Principessa ai sentieri interni e le barriere frangivento a protezione della duna e della sua vegetazione caratteristica. A partire da quella data sono state realizzate numerose aree pic-nic nel verde, panchine, sentieri pedonali provvisti di segnaletica comportamentale e indicazioni sulle specie vegetali e animali presenti nel parco, docce e servizi igienici pubblici, un punto ristoro in corrispondenza dell’ingresso principale del parco, punti di avvistamento per la fauna.

Recentemente sono stati recuperati ad opera della Parchi Val di Cornia S.p.A. due ruderi inutilizzati esistenti all’interno del parco: il complesso rurale del podere Casa Rossa, destinato a servizi vari quali ristorazione, accoglienza, documentazione sul parco, tutti caratterizzati da piena accessibilità ai disabili; i fabbricati dell’ex-campeggio “la Torraccia”, che saranno utilizzati per la ristorazione.

 

Cronologia del Parco

Anni ’70-’80: pianificazione del territorio coordinata dei Comuni della Val di Cornia con l’individuazione delle aree da destinare a parco pubblico territoriale

2000-2002: realizzazione di strutture a basso impatto ambientale (aree attrezzate, punti ristoro, infermeria, spacci, parcheggi auto e caravan)

2000-2002: lavori di realizzazione di una struttura di ricettività attrezzata per l’accoglienza di disabili, di un punto ristoro nei pressi della spiaggia e di alcune strutture per l’accesso alla spiaggia per disabili nel Parco Costiero di Rimigliano

2003: apertura servizi nel Parco costiero di Rimigliano

2004: apertura di tutti i servizi al pubblico (Centro di documentazione, Ostelli, punti ristoro) realizzati nei parchi.