10 cose che non puoi perderti nei nostri parchi e musei


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1. Val di Cornia underground
Uno scenario naturale, sospeso tra memoria e presente, nel Parco archeominerario di San Silvestro. Suggestioni uniche sulle tracce dei minatori percorrendo a piedi, con colorati caschetti, la Miniera del Temperino, 360 metri di affascinante itinerario lungo un complesso di cunicoli e volte sotterranee, avvolti dai giochi di luci e ombre del mondo sotterraneo trasformato in facile percorso museale, di grande interesse geologico e storico. E poi la Galleria Lanzi–Temperino, da percorrere a bordo di un treno minerario, per un viaggio nel cuore della terra avvolti dalle forme e dai colori della miniera.

 


 

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2. Un salto nel passato di Rocca San Silvestro
Cuore del Parco archeominerario di San Silvestro è la sua Rocca, villaggio medievale di minatori e fonditori di metallo, che offre un itinerario, unico nel suo genere, attraverso i resti di abitazioni, della chiesa, del cimitero, della zona signorile e dell’area industriale. Radiosa e fiera, incurante delle sferzate del vento, la Rocca torreggia sulla campagna circostante, conservando orgogliosamente il suo ”pezzo” di storia.

 


 

3. Baratti, dove la terra “luccica”

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Il Parco archeologico di Baratti e Populonia è un vero e proprio museo all’aperto luccicante di scorie ferrose, che testimoniano l’imponenza dell’antica città industriale di Populonia, unica città etrusca costruita sul mare.
Passeggiando su questo terreno luccicante di polvere di ferro e scorie si scoprono la città delle case e dei templi (l’acropoli), la città industriale e le necropoli di San Cerbone, con i tumuli e le tombe a edicola e a sarcofago (VII-IV a.C.), e delle Grotte, con le tombe a camera scavate nella roccia (IV-III a.C.). Il tutto unito da percorsi che, oggi come nell’antichità, seguono strade basolate, attraversano boschi e macchia mediterranea e si aprono su inaspettati scorci rivolti verso l’isola d’Elba.
Quest’anno l’Acropoli sta cambiando la propria veste grazie ad un importante progetto finanziato da Arcus. Al termine dei lavori il Parco avrà un nuovo volto: verrà realizzata la ricostruzione parziale di uno dei templi, saranno resi visibili al pubblico pavimenti musivi, verrà realizzato un nuovo percorso di visita che permetterà di rendere fruibili gli ambienti che ospitavano il Mosaico dei Pesci, esposto al Museo Archeologico del Territorio di Piombino. Non potrete perdervi questa grossa novità!

 


 

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4. L’archeologia che prende forma
Sotto la guida di esperti operatori, durante i fine settimana primaverili e tutti i giorni in estate, adulti e ragazzi, possono cimentarsi nella riproduzione di oggetti e utensili, riscoprendo le tecniche di lavorazione dell’antichità nel Centro di archeologia sperimentale “Davide Mancini”, situato nel Parco archeologico di Baratti e Populonia.

 


 

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5. Un museo in tutti i sensi
Il Museo archeologico del Territorio di Populonia, affacciato sul mare nel cuore del centro storico di Piombino, è un luogo dove la noia non trova spazio: vetrine-acquario, allestimenti a scala reale di attività e di ambienti antichi, video delle scoperte archeologiche e grandi ricostruzioni di paesaggio, donano voce e vita ai preziosi reperti custoditi nelle sale. Ed oggi più che mai, con il nuovo percorso “Il museo in tutti i sensi”, il museo è divenuto un luogo dove “vivere la storia” grazie a tre postazioni didattiche multisensoriali che permettono di godere appieno di tre simboli della storia antica di Populonia: la tomba dei Carri (il monumento funerario meglio conservato nel Parco archeologico di Baratti e Populonia), il mosaico romano cosiddetto “dei Pesci” e l’Anfora argentea di Baratti che sono sicuramente fra i reperti più significativi del Museo.

 


 

6. La scoperta della tavola nel Medioevoimage007

Quali oggetti servivano per cucinare ed apparecchiare la tavola nel Medioevo? Che cosa si mangiava a quel tempo? Potrete scoprirlo con la visita del Museo del Castello e delle Ceramiche Medievali, nel centro storico di Piombino. Tra le possenti mura del Castello è infatti custodito un eccezionale ritrovamento: centinaia di vasi in ceramica risalenti al XIII secolo, rinvenuti dagli archeologi sulla volta della chiesa di S. Antimo sopra i Canali, nei pressi del vecchio porticciolo della città. Parte da qui il percorso museale che, con un allestimento tecnologico e multimediale e reperti da vedere e da toccare, si snoda tra le sale per raccontare l’intero ciclo di vita dei reperti, dallo loro produzione fino agli usi nella cucina e nella tavola medievale.

 


 

image0087. Da Rocca a Rocca: da Rocca San Silvestro alla Rocca di Campiglia
La Rocca di Campiglia, con i suoi musei, rappresenta un importante collegamento storico tra il borgo di Campiglia e il Parco di San Silvestro.
La Rocca è testimone di tre diversi millenni di storia: dal primo insediamento dell’VIII-IX secolo di un villaggio di capanne di allevatori di suini, all’arrivo dei potenti conti pisani della Gherardesca fino ad oggi. Nei suoi musei sono stati collocati i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi della Rocca. Oltre agli oggetti di vita comune (vasellame, oggetti personali, giochi) spicca una corazzina quasi integra, un elmo e una piccola collezione di armi, riferibili alle guarnigioni pisane che dal 1287 occuparono la torre adiacente alla cisterna. La Rocca troneggia sul centro storico di Campiglia Marittima, un piccolo gioiello medievale in pietra da scoprire attraverso un labirinto di vicoli lastricati.

 


 

image0098. Affascinanti scenari naturali
Un litorale sfiorato dalle onde di un mare cristallino, chilometri di spiagge bianche e una rigogliosa macchia mediterranea odorosa di salmastro e battuta dal vento: un frammento di vera Toscana mediterranea. È l’ambiente che caratterizza i parchi costieri della Sterpaia e di Rimigliano, a Piombino e San Vincenzo. Un complesso dunale protetto, che permette un’esperienza balneare in totale immersione nella natura. Numerose le possibilità di accesso al mare e di itinerari. Sulla spiaggia si alternano stabilimenti balneari e, in maggioranza, ampi tratti di arenile ad uso libero. È consigliato il costume da bagno: è difficile resistere alla tentazione di fare un tuffo!

 


 

image0109. Le orchidee in fiore
Tra maggio e giugno, passeggiando nel Parco archeominerario di San Silvestro, è possibile ammirare i colori di numerose specie di orchidee spontanee. La presenza delle orchidee spontanee in Val di Cornia, oltre ad avere una forte valenza naturalistica, è anche legata ad un’antica leggenda. La storia risale all'epoca delle incursioni in Val di Cornia dei pirati saraceni. All'epoca la giovane Ubertenga viveva insieme al padre, il vasaio Admut, in prossimità della rocca di San Silvestro. Qui si trovava la bottega del padre. In un tragico mattino d'autunno i pirati saraceni sbarcarono sulle spiagge di fronte al monte Calvi facendo una razzia violenta che non risparmiò nessun villaggio. Anche il vasaio e la figlia vennero uccisi in un prato vicino a casa, ma le gocce di sangue di Ubertenga regalarono la vita a fiori bellissimi e mai visti, le orchidee selvatiche.

 


 

image00210. Un’isola di verdi colline
Nei parchi naturali della Val di Cornia è possibile percorrere sentieri trekking e fare passeggiate attraverso oltre 7000 ettari di bosco.
Nel Parco di Montioni ci si può avventurare lungo innumerevoli sentieri un tempo battuti da taglialegna, carbonai, pastori e cacciatori. I percorsi accompagnano anche alla scoperta delle tracce lasciate in questa zona dalla Principessa di Piombino Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, con i resti del villaggio minerario di epoca napoleonica e delle terme.
A Poggio Neri sono ancora visibili le tracce di un’economia antica di carbone, di castagne e di caccia. Qui è stato realizzato il Museo del bosco che invita alla
scoperta dei mestieri del bosco ed in particolare al mondo dei carbonai.

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