Percorso e allestimento

L’importanza delle informazioni acquisite durante le indagini archeologiche, l’imponenza dei resti monumentali del Castello e la rilevanza di Piombino all’interno dei principali avvenimenti storici della Toscana e dell’intera Penisola, hanno portato all’allestimento di un percorso museale finalizzato a ricostruire e collegare la storia della Città a quella del Castello, dal medioevo fino ai nostri giorni. Pannelli e postazioni informatiche, ricostruzioni grafiche, video e vetrine (dove sono esposti i reperti ceramici e metallici venuti alla luce durante gli scavi) guidano il visitatore alla scoperta della vita passata di una città di mare caratterizzata da un’affascinante storia che, nella sua complessità, riflette gli avvenimenti di un intero territorio e diviene esemplificativa dei percorsi storici di altri importanti centri della Toscana. Il percorso museale si sviluppa all’interno dei tre piani del Castello. Al livello terreno, dove si trovano gli stemmi lapidei originariamente collocati all’esterno, viene illustrata la storia del Castello attraverso un percorso didattico che consente di approfondire le vicende storiche riguardanti il monumento. Un apposito spazio è dedicato alla microstoria del progetto di restauro, effettuato tra gli anni 1999-2001. Per meglio comprendere l’entità dei resti più antichi trovati, una piccola area è stata conservata così come gli archeologi l’anno lasciata al termine delle ricerche. Il primo piano è dedicato alla storia della città. Nelle vetrine, distribuite lungo il percorso, sono esposti i reperti ceramici e metallici più significativi, rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche.
L’ultimo piano ospita una sala dedicata all’approfondimento degli eventi che hanno segnato la storia di Piombino nella Resistenza e nel XX secolo. Nella sala audiovisivi viene proiettato a ciclo continuo un video relativo alla storia della città dal Medioevo ai giorni nostri.
Infine, è in fase di progetto avanzato il nuovo percorso museale che vedrà come fiore all’occhiello le teste zoomorfe delle fonti dei Canali (risalenti al XIII secolo, forse opera di Andrea Pisano,oggi restaurate e sostituite in loco da calchi), e una vasta selezione di ceramiche medievali di eccezionale valore documentario rinvenute casualmente nel riempimento della volta della Chiesa di S. Antimo sopra i canali.