Dal periodo etrusco fino ad un recente passato, l'uomo ha scavato le rocce del Campigliese per l’estrazione dei minerali pregiati Lo scavo delle miniere rappresentava l'inizio di un ciclo produttivo che si concludeva con la trasformazione dei minerali in metallo.

Il Parco di San Silvestro conserva la memoria, archeologica, mineraria e sociale di un territorio segnato fin da epoca antica dall’attività estrattiva.

 

L'estrazione dei metalli

foto 1 spunti didatticiI rilievi del Parco, con le loro valli (dei Manienti, dei Lanzi, del Temperino) sono attraversati da due filoni paralleli di roccia porfirica, con direzione sud-est/nord-ovest. Questi filoni derivano dalla cristallizzazione di magmi provenienti dalle profondità della crosta terrestre e del mantello e risaliti fin quasi in superficie circa 5 milioni di anni fa. Lungo i filoni, a contatto con il calcare, si sono formate le mineralizzazioni a skarn, roccia scura e massiccia che contiene come uno scrigno tutti i minerali metalliferi del Campigliese. foto 2 spunti didatticiI giacimenti minerari sono costituiti da solfuri misti: galena argentifera (solfuro di piombo con argento), calcopirite (solfuro di rame e ferro), blenda (solfuro di zinco) ed in alcune aree anche da cassiterite (biossido di stagno). Le parti superficiali delle mineralizzazioni infine sono composte da limonite (idrossido di ferro), il cosiddetto cappellaccio. L'esistenza di risorse minerarie così abbondanti ha condizionato in modo inequivocabile la disposizione e lo sviluppo degli insediamenti nei vari periodi storici, già a partire dall'epoca etrusca. Le attività produttive ed economiche legate allo sfruttamento di questi filoni metalliferi, sebbene fra alterne vicende e con varie interruzioni, si sono protratte infatti fino ad un recente passato. Le miniere sfruttate dagli abitanti del castello di Rocca San Silvestro sono localizzate nell'area compresa tra la Valle dei Manienti, Monte Rombolo e la Valle dei Lanzi. pozzogowett2Attualmente si conoscono quindici coltivazioni minerarie relative al periodo di vita del castello, in genere pozzi verticali di varia profondità e sviluppo (da pochi metri a qualche decina). Rocca San Silvestro nasce dunque, come altri castelli limitrofi (Biserno ed Acquaviva), proprio nel cuore di un'importante area mineraria, lungo la linea dei filoni mineralizzati.

 

La trasformazione dei minerali in metallo

archeo sperimentaleRame e argento costituiscono, insieme all’oro, il gruppo dei metalli monetabili usati fin dall’antichità per coniare le monete; il profitto che si poteva ricavare da un controllo della loro produzione e commercializzazione era dunque estremamente rilevante, così come il peso politico di chi aveva il dominio delle risorse per le zecche cittadine. Rocca San Silvestro rappresenta, in un certo senso, la dimostrazione materiale dell'importanza della gestione delle risorse minerarie e del controllo di tutto il ciclo produttivo dei metalli. L'insediamento nasce infatti con il preciso ed unico scopo di centralizzare la forza lavoro e di sovrintendere a tutte le fasi di produzione.laboratorio ferro san silve All'interno della cinta muraria del villaggio di Rocca San Silvestro è stato riconosciuto un intero settore destinato alle operazioni di trasformazione metallurgica dei minerali di rame e piombo argentifero. In questa area sono state individuate numerose tracce dell'attività fusoria: scarti della lavorazione, argilla cotta, frammenti di minerale e, soprattutto, i resti di alcune strutture fusorie costruite con blocchi di pietra refrattaria. Studiando le tracce della lavorazione metallurgica qui riconosciute è stato possibile ricostruire i processi attraverso i quali si giungeva alla produzione di piombo argentifero e di rame. A Rocca San Silvestro esistevano, esternamente alla cinta muraria, anche gli impianti di produzione e lavorazione del ferro: il basso fuoco e la forgia. La produzione del ferro rispondeva in questo caso ad una forte esigenza di autoconsumo, legata anche alla specializzazione produttiva dell'insediamento, ma non rientrava fra le attività di commercio, relative in particolare al rame e al piombo argentifero.

 

I Laboratori didattici
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