X Riunione della Rete Nazionale dei Parchi e dei Musei minerari

Il 13 dicembre si è svolta al Parco archeominerario di San Silvestro la X Riunione della Rete Nazionale dei Parchi e dei Musei minerari (ReMi) di cui la Parchi Val di Cornia SpA fa parte fin dalla sua costituzione.
La ReMi coordinata da ISPRA e sostenuta dal Ministero dello Sviluppo Economico, nasce nel 2009 con l’intento di creare un forum permanente per lo scambio di informazioni tra le diverse realtà minerarie musealizzate e favorire la fruizione del patrimonio geologico e archeominerario ai fini turistici e culturali. La Rete alla quale fino ad oggi hanno aderito 41 soggetti, lavora sulle tematiche relative alla tutela, alla valorizzazione e alla gestione del patrimonio minerario nazionale dismesso.

L’Italia possiede la storia mineraria più a lungo documentata e conserva un vasto ed originale patrimonio geominerario, rappresentando, a livello mondiale, uno dei luoghi dove maggiormente si è sviluppata la cultura e l’arte mineraria. I resti e le testimonianze di oltre ventotto secoli di attività estrattiva lungo la penisola, costituiscono un patrimonio di dati scientifici, antropologici e storico-culturali unico, con significative potenzialità divulgative e turistiche. I siti minerari rappresentano la tipica sintesi di patrimonio industriale, archeologico, culturale, storico e paesaggistico intorno alla quale si sono sviluppate aggregazioni sociali e comunità che hanno determinato le condizioni essenziali per una crescita economica e sociale.

E’ in questo contesto che la ReMi si muove, ponendosi come strumento di confronto e crescita fra tutti i soggetti gestori di patrimonio minerario e le istituzioni pubbliche.
Proprio in questo contesto si è ritenuto importante illustrare e condividere la recente decisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che, con decreto n.111 del Segretariato regionale del 31 luglio 2019, ha dichiarato di interesse culturale "sette siti" ricompresi nel Parco archeominerario di San Silvestro.
Il provvedimento del Ministero, su richiesta dello stesso Comune di Campiglia, ricompone oggi l’enorme lavoro di ricerca archeologica, storica e geologica svolto negli anni da Università, associazioni speleologiche e dalla stessa società Parchi Val di Cornia. Si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza che corona l’ultradecennale lavoro portato avanti dal Comune di Campiglia e dalla società Parchi Val di Cornia, con il contributo determinante della Soprintendenza e dello stesso Segretariato, a partire dallo strategico lavoro di ricerca svolto dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena che, sotto la direzione del Prof. Riccardo Francovich, aveva colto sin dagli anni ’80 il valore del patrimonio culturale presente nelle colline campigliesi storicamente interessate da attività minerarie.  

Non si è trattato di un provvedimento semplice, poiché qui non siamo in presenza di una singola e datata emergenza culturale, ma di un insieme complesso  di testimonianze delle lavorazioni minerarie e metallurgiche che attraversano i millenni, diffuse su un vastissimo territorio sia in superficie che nelle viscere della terra. Si tratta quindi di un vincolo di sistema, ovvero di un vincolo congiunto di interesse sia archeologico che storico-artistico e come tale individua tutto il sotterraneo e tutte le evidenze di superficie del parco come beni sottoposti a tutte le disposizioni di tutela contenute nel Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n° 42 (Codice BBCC).

Credo di poter dire – dichiara la responsabile dei Parchi e Musei della Val di Cornia, Silvia Guideri - che è la prima volta che si dà seguito ad un vincolo di questo genere in un’area mineraria e che si tratta davvero di un tassello importante anche dal punto di vista metodologico e di applicazione della normativa”.
Queste le significative motivazioni esplicitate dal decreto: “Il parco archeomineario di San Silvestro è costituito da una complessa articolazione di insediamenti minerari le cui fasi documentate di ricerca ed estrazione risalgono ai periodi etrusco, medioevale, mediceo e industriale. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di giacimenti di rame, piombo, argento e zinco, che hanno influenzato l’economia locale e le dinamiche dell’insediamento, lasciando testimonianze che sono oggi parte integrante di un paesaggio geominerario di grande valore” .   
Andrea Camilli, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno ha messo in evidenza che “il provvedimento di tutela emesso è assolutamente innovativo e ne siamo molto orgogliosi. La tutela non deve essere vista come la cristallizzazione di una situazione, ma, come dimostrato dalla società Parchi nella sua esperienza ultra ventennale, deve diventare strumento per realizzare forme di crescita positiva che non distruggono la risorsa”.
”Il traguardo raggiunto dal Parco di San Silvestro, è molto importante“ - dichiara Agata Patanè, coordinatrice della Rete Nazionale dei Parchi e dei Musei Minerari d'Italia ( ReMI) - “I siti minerari di interesse storico ed etnoantropologico, infatti, sono beni culturali di grande valore scientifico, naturalistico, ambientale e turistico da tutelare ai sensi del Codice Urbani. La catalogazione dei siti di interesse culturale – aggiunge - può svolgere un ruolo determinante nel processo di tutela, conservazione e valorizzazione di queste importanti realtà. Per questo - conclude Patanè -  la  Rete Nazionale dei Parchi e dei Musei Minerari d'Italia, si pone tra gli obiettivi anche quello di definire uno standard catalografico per i siti minerari finalizzato ad ottenere il riconoscimento  di interesse culturale”.
La sindaca di Campiglia Alberta Ticciati sottolinea come questo riconoscimento sia uno stimolo molto forte a proseguire nella direzione della valorizzazione ambientale e culturale del nostro territorio. “Credo che questo straordinario risultato, da me raccolto dalla precedente amministrazione che vi ha lavorato a lungo, debba essere un ulteriore punto di partenza per tutelare e valorizzare una ricchezza che difficilmente altri tipi di risorse possono offrire”.
Un riconoscimento che ha rappresentato sicuramente un rilevante elemento di confronto da condividere con gli altri parchi e musei minerari operanti in Italia aderenti alla ReMi.