LOCANDINAVENTENNALEbr

L’11 luglio 1998 l’area archeologica di Baratti apriva le sue porte ai visitatori con una veste tutta nuova. Si inaugurava infatti, alla presenza dell’allora Ministro Walter Veltroni, il primo lotto del Parco archeologico di Baratti e Populonia, realizzato grazie a finanziamenti del reg. CEE 2081/1993-1° triennio per un investimento complessivo di oltre Euro 3.360.000,00 (di cui oltre il 70% finanziato dal contributo comunitario.

A partire da quel momento cambia completamente il volto di quel territorio, non solo per l’apertura al pubblico di una nuova area, quella della necropoli delle Grotte appena indagata, ma anche per il criterio utilizzato per strutturare i percorsi di visita e per la valorizzazione e fruizione dell’area. Il Parco viene infatti dotato di un suo centro visita e bookshop, di pannelli illustrati lungo i percorsi, di un centro di archeologia sperimentale pensato già allora, in periodi non sospetti, per rendere l’archeologia alla portata di tutti. Oggi si parla tanto di archeologia pubblica, di restituzione al pubblico delle ricerche: il lavoro della Parchi Val di Cornia, sin dai primi progetti è sempre andato in questa direzione, pensando proprio che la ricerca non possa esimersi dal collegarsi alla valorizzazione e alla fruizione da parte del visitatore.

Negli anni le attività all’interno dell’area non si sono mai fermate: l’Acropoli di Populonia, il monastero benedettino di San Quirico e il territorio della città sono stati oggetto di scavo e di ricognizione archeologica finalizzati all’approfondimento dei temi riguardanti la topografia della città e della campagna in età etrusca, romana e medievale. La ricerca è stata condotta in modo tale che le nuove scoperte fossero messe in evidenza in maniera fruibile e comprensibile per i visitatori. Attraverso un finanziamento PISL è stato possibile progettare un intervento coordinato nel quale hanno interagito un pool di Università (Siena, Pisa, Roma 3, Venezia, Firenze), la Soprintendenza Archeologica della Toscana e la Parchi val di Cornia impegnate nell’ambito della ricerca, della tutela e della strutturazione e gestione del nuovo lotto del parco archeologico.

Così, dopo meno di 10 anni dall’apertura del primo lotto del Parco, il 30 marzo 2007, venne inaugurata una nuova area, quella dell’Acropoli che ha permesso di raccontare una nuova storia.

A distanza di 20 anni il Parco si presenta ancora rinnovato. Ed è di nuovo l’Acropoli di Populonia a mostrarsi con un nuovo volto grazie a nuovi percorsi, mosaici restaurati e restituiti alla visita, ricostruzioni di strutture antiche realizzati grazie al progetto finanziato da Arcus (oggi Ales - Arte Lavoro e Servizi S.p.A). Un lavoro importante che non rappresenta tuttavia un punto di arrivo, ma un nuovo trampolino di lancio per altri progetti, come quello attualmente in corso dei “Grandi Attrattori”, che vede coinvolte tre città etrusche della Toscana: Populonia (Piombino), Cortona e Volterra.

Questo è oggi il parco: oltre 100 ettari di aree archeologiche valorizzate e fruibili nello straordinario paesaggio del promontorio di Piombino; un eccezionale patrimonio archeologico visitato ogni anno da quasi 50.000 persone.

Il programma del Ventennale:

- 11 luglio dalle ore 15.00 e 12 luglio dalle ore 9.30 – “Ricerca, valorizzazione e management: tra passato e futuro del parco archeologico di Baratti e Populonia”.  Convegno di Studi
- 11 luglio ore 21.00 – “Le Grotte di Notte”. Evento serale straordinario alla Necropoli delle Grotte, tra musica e teatro con Elisa Cecilia Langone.