I PARCHI NATURALI

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La macchia mediterranea è la costante di questo territorio. La si trova in tutti i parchi a fare da cornice alle emergenze etrusche, medievali e moderne, ma si scopre a pieno nei parchi costieri dove lunghi e ampi litorali sabbiosi cedono il passo alla tenace vegetazione dunale e negli estesi parchi forestali dell’entroterra. Itinerari nella natura, lungo sentieri che non conoscono la voce dei motori, percorribili a cavallo, in bicicletta, a piedi.

Il Parco costiero della Sterpaia è un bosco ritrovato. Dopo quasi trent’anni di battaglie l’abusivismo edilizio è stato sconfitto e l’area recuperata e restituita alla fruizione pubblica. Il bosco è tornato a respirare e del passato sono rimasti solo i filari di tamerici, pitosfori ed eucalipti, che corrono su brevi segmenti e si chiudono a quadrato. Così quelle che un tempo erano le recinzioni dei lotti abusivi testimoniano la storia del bosco e le sue traversie. Oggi, i trecento ettari che il comune di Piombino ha sottratto all’edificazione abusiva, costituiscono un sistema ambientale di grande valore, in cui si estendono dune, aree umide, radure agricole, aree boscate e una rara porzione di foresta umida litoranea. La particolarità botanica risiede nelle dimensioni monumentali raggiunte da alcune piante: frassini, cerri e querce, con circonferenze del fusto di alcuni metri. Ma ancora più rilevante è il valore paesaggistico dell’area, che rappresenta un esempio relitto di uso del suolo a pascolo alberato, tipico del paesaggio dell’alta maremma del primo Novecento. Il Parco si estende per 296 ettari di cui 17 di arenili, per uno sviluppo di circa 10 km di costa, 124 ettari tra aree dunali e retrodunali, 155 ettari tra boschi e radure agricole.

Il Parco costiero di Rimigliano, invece, è una fascia costiera verde, affacciata sul mare. Un paesaggio forte e selvaggio, lungo la costa bassa e sabbiosa. Centocinquanta ettari di macchia modellata dai venti marini, dominata dal leccio e tratti di ombrosa pineta. Un caratteristico ambiente mediterraneo alle spalle dell’arenile, in cui si alternano le specie erbacee che colonizzano le dune sabbiose a cui segue la macchia bassa di ginepro, mirto e fillirea e infine una stupenda lecceta in associazione con pini domestici e marittimi modellati dall’azione del vento. Piccoli roditori, ricci, volpi, donnole ma anche la ghiandaia e il picchio verde popolano il bosco.

Per incontrare stupendi esemplari di castagni, lecci e querce c’è il Parco forestale di Poggio Neri. Un verde regno, dominato da caprioli e cinghiali, a poca distanza dall’antico borgo medievale di Sassetta. Le tracce di un’economia antica di carbone, di castagne e di caccia, sono ben visibili nei settecento ettari di estensione del Parco, di cui seicento interamente boscati. Nel parco è stato realizzato il Museo del bosco dove gli attrezzi per le varie lavorazioni introducono alla scoperta dei mestieri del bosco. Il museo presenta anche una ricostruzione perfetta e minuziosa del mondo dei carbonai: una capanna tradizionale, un seccatoio e una carbonaia.

Un paesaggio vegetale la cui storia è legata alle attività minerarie, alla produzione del carbone e al taglio del bosco è anche il Parco naturale di Montioni. Un bosco di sclerofille sempreverdi, dove prevale il leccio, misto talvolta a caducifoglie che si estende per complessivi settemila ettari agli estremi confini delle Province di Livorno e Grosseto, in cui ci si può avventurare lungo innumerevoli sentieri un tempo battuti da taglialegna, carbonai, pastori e cacciatori. Altro aspetto di notevole valore culturale è lo sfruttamento minerario dell’allume, con i resti di un villaggio minerario di epoca napoleonica ancora oggi ben visibili, voluto dalla Principessa di Piombino Elisa Bonaparte. Di grande interesse è anche l’aspetto faunistico per il cospicuo numero di ungulati allo stato libero: cinghiale, daino e capriolo.

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