Principi etruschi di Maremma - 22 07 2009
Conferenza dell’archeologa Simona Rafanelli, venerdì 24 luglio alle ore 21,30 presso il Museo archeologico del territorio di Populonia, a Piombino (LI).

Nel periodo fra VII e VI secolo avanti Cristo, i principi etruschi erano i capi militari e civili più ricchi fra quanti di pari grado abitavano nello stesso periodo la penisola italiana? Certamente esibivano i corredi funerari che avevano usato in vita (i campionari attraverso i quali noi moderni li conosciamo), più ricchi in oro e argento e in lavorazioni ricercate e raffinate, e più vari, dalle origini più diverse del Vicino Oriente e del Mediterraneo.
Questo il filo conduttore della conferenza “I principi etruschi di Maremma: le insegne del potere” a cura dell’archeologa Simona Rafanelli, in calendario venerdì 24 luglio alle ore 21,30 presso il Museo archeologico del territorio di Populonia, a Piombino (LI), con ingresso libero. Un tema che muove dai ritrovamenti come il corredo della tomba dei Flabelli di Populonia, il corredo più ricco di questa città giunto fino a noi,come di Vetulonia, Roselle e Marsiliana.
L'iniziativa in occasione della nona edizione della rassegna “Le notti dell'Archeologia”, promossa dalla Regione Toscana. Un ricco cartellone organizzato in collaborazione da Parchi Val di Cornia, Comune di Piombino e Associazione Archeologica Piombinese. Per informazioni telefonare allo 0565226445.

Dove e quando: venerdì 24 luglio dalle ore 21,30 Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino (LI), in piazza Cittadella 4, con ingresso libero.


E' morto il Re, Viva il Re! - 17 07 2009
Sotto il cielo degli etruschi nel Parco archeologico di Baratti e Populonia, l'animazione teatrale da segnare in agenda per sabato 18 luglio alle ore 21

Potere e brindisi, vino e re. Sotto il cielo degli etruschi, tra le ombre della sera e i riflessi di luce le storie di eroi e dei, di corone e spade. È a un passo dal mare, nella cornice del Parco archeologico di Baratti e Populonia, a Piombino(LI), che è ambientata l'animazione "E' morto il Re, Viva il Re!" da segnare in agenda per sabato 18 luglio alle ore 21.
Basandosi sui più recenti scavi dell'acropoli di Populonia e sul ritrovamento di cento coppe rituali, il racconto dell’attore-regista Federico Guerri a partire dalla storia e dalle ipotesi archeologiche sull’antica Popluna, sette secoli prima di Cristo, rispolvera il passato e propone a grandi e piccini un viaggio sulle ali del mito.
In un villaggio che si sta facendo città, ma che non ha ancora il nome di Popolunia,le trasformazioni sono in atto. Siamo alla fine dell'età del ferro e all'inizio dell'era orientalizzante per l'Etruria: l'incontro con la cultura greca, la scrittura, ma soprattutto il passaggio da un potere centrale (il re) a quello delle famiglie più ricche (l'aristocrazia). E presto l'ultimo dei grandi re del passato morirà e verrà festeggiato con il tintinnare di cento coppe piene di vino. Ma prima di morire l'anziano re ha ancora delle storie da raccontare al nipote che gli sta accanto. Storie di eroi e dei, di corone e spade, di avventure, di vino e memoria.
L'evento in occasione della nona edizione della rassegna “Le notti dell'Archeologia”, promossa dalla Regione Toscana. Un ricco cartellone organizzato in collaborazione da Parchi Val di Cornia, Comune di Piombino e Associazione Archeologica Piombinese.

Dove e quando: l'animazione "E' morto il Re, Viva il Re!" presso il Parco archeologico di Baratti e Populonia, a Piombino (LI), sabato 18 luglio alle ore 21. È consigliata la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0565226445. Ingresso 9 euro, ridotto 6 euro per bambini da 6 a 14 anni e over 65. Gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Presentarsi alla biglietteria del Parco presso l’Acropoli.


La storia in scena alla rocca - 15 07 2009
S'intitola "I signori della rocca: racconto di potere e metalli in un castello medioevale" l'animazione di venerdì 17 luglio alle ore 18 alla Rocca di San Silvestro, nel cuore del Parco archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI)

Storie di guerra e d'amore, matrimoni e duelli in uno scenario sospeso tra memoria e presente. È nella suggestiva cornice della Rocca di San Silvestro, nel cuore del Parco archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI), che è ambientata l'animazione "I signori della rocca: racconto di potere e metalli in un castello medioevale" da segnare in agenda per venerdì 17 luglio alle ore 18. Nel 1250 Campiglia è il borgo più importante della Maremma Pisana. Vicino al Porto di Piombino, tra i castelli di Biserno, Acquaviva e, soprattutto, Rocca San Silvestro. Tra verdi pascoli, molini sempre in attività e un'attività mineraria ricchissima. Una sorta di piccolo paradiso, se non fosse per il suo essere avamposto di confine. Un terra divisa fuori e dall'interno. Da una parte, i territori maremmani degli Aldobrandeschi, dall'altra Pisa che invia guarnigioni e capitani per rinforzare il suo controllo. All'interno, invece, ci sono le rinvedicazioni e le ribellioni dei conti della Gherardesca contro una Pisa sempre più pressante e potente. E se ci si mettono in mezzo pure gli abati del monastero benedettino di Acquaviva, la confusione e le fazioni si fanno ancora di più. È in questo territorio diviso, osservato dal narratore Federico Guerri e dal pubblico dall'alto della Rocca di San Silvestro che si incrociano le storie e la storia. Una fiaba che saprà appassionare i grandi come i più piccoli, che sembra tirata fuori da un Boccaccio maremmano. L'evento in occasione della nona edizione della rassegna “Le notti dell'Archeologia”, promossa dalla Regione Toscana. Un ricco cartellone organizzato in collaborazione da Parchi Val di Cornia, Comune di Piombino e Associazione Archeologica Piombinese. Dove e quando: l'animazione "I signori della rocca: racconto di potere e metalli in un castello medioevale" presso il Parco archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI), venerdì 17 luglio alle ore 18. È consigliata la prenotazione. Per informaziioni e prenotazioni telefonare allo 0565226445. Ingresso 8 euro, gratuito per i bambini sotto i 6 anni. Il ritrovo è presso il Centro di documentazione di Villa Lanzi alle ore 17,45 (durata dello spettacolo un'ora).


Il vino ai tempi degli Etruschi e dei Romani - 06 07 2009
Incontro pubblico al Rivellino

Prosegue la rassegna “Le Notti dell’Archeologia” al Rivellino, con un incontro dedicato agli antichi vitigni utilitizzati dagli Etruschi e dai Romani. Martedì 7 luglio alle 21,30, Andrea Ciacci e Alice Del Re, ricercatori dell’università di Siena, presenteranno la ricerca “Archeologia della produzione e dei sapori: i nuovi percorsi di ricerca in Etruria”. Il consumo di vino nell'Italia antica è argomento ancora poco indagato sotto il profilo vegetale. Il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni, in una prospettiva storica, rappresenta invece un argomento di grande attualità, anche per la crescente sensibilità nei confronti della biodiversità e la tutela delle specie vegetali a rischio. Durante la conferenza saranno esposti anche i vini del promontorio prodotti con gli stessi vitigni, sangiovese, utilizzati nell’antichità. Le Notti dell’archeologia è una rassegna promossa dalla Regione Toscana e organizzata in collaborazione da Parchi Val di Cornia, Comune di Piombino e Associazione Archeologica Piombinese. L’ iniziativa è a ingresso libero. Per informazioni telefonare allo 0565226445.


Fino al 26 luglio l’archeologia anche di notte - 02 07 2009
Il via alla rassegna da venerdì (3 luglio) con aperture straordinarie e manifestazioni culturali nei musei e nei parchi archeologici della Val di Cornia e nel centro storico di Piombino

Un mese per conoscere e amare l’antica civiltà etrusca, nei luoghi del suo massimo splendore. Laboratori di archeologia sperimentale, animazioni teatrali, speciali visite in notturna o al tramonto, conferenze, bancarelle di libri e testi specifici, proiezione di documentari. Un fitto calendario di appuntamenti da vivere all’interno dei sistema dei parchi e musei della Val di Cornia e nel cuore del centro storico di Piombino, in occasione della nona edizione della rassegna “Le notti dell'Archeologia”, promossa dalla Regione Toscana. Un ricco cartellone organizzato in collaborazione da Parchi Val di Cornia, Comune di Piombino e Associazione Archeologica Piombinese. Il via venerdì 3 luglio alle 20,30 nella cornice del Rivellino antica porta principale della città di Piombino e cardine del sistema difensivo edificato nel Quattrocento. È in questo spazio che l'appuntamento si rinnoverà ogni sera fino al 12 luglio, dalle 20,30 alle 24, con l'archeologia sperimentale, con ingresso libero. Sotto la guida di esperti operatori sarà possibile apprendere e conoscere il saper fare degli etruschi. Inoltre, venerdì è prevista la proiezione di un video sul tema “le origini dell’uomo”. E nell’occasione verrà presentato dall’archeologo Giandomenico de Tommaso, alle 21, il manuale per aspiranti archeologi e appassionati di ogni età "Fare l'archeologo per passione e per mestiere" a cura di Carolina Megale. Sabato 4 luglio, invece, un motivo in più per scoprire il Parco archeologico di Baratti e Populonia con “Parchi di stelle”, alle 21 è in programma la visita guidata alla necropoli di San Cerbone con osservazione astronomica a cura dell’Osservatorio astronomico di Piombino. Mentre martedì 7 è da segnare in agenda la presentazione della ricerca "Archeologia della produzione e dei sapori: nuovi percorsi di ricerca in Etruria" a cura tra gli altri di Andrea Ciacci e Andrea Zifferero, alle 21 al Rivellino. E nell'occasione saranno presentati alcuni vini tipici del promontorio piombinese. Si tiene dal 9 al 12 luglio “La Cittadella del libro archeologico e archeologia sperimentale”, mostra-mercato del libro archeologico, con edizioni rare e speciali per un ricco spaccato di titoli delle principali case editrici del settore a prezzi scontati, nella cornice del Rivellino, dalle ore 20,30 alle 24, con ingresso libero. Da segnare in agenda le visite animate serali. Giovedì 9 alle 21,30 al Museo archeologico del Territorio di Populonia, a Piombino, “La profezia di Larthia”; sabato 11 al Parco archeologico di Baratti e Populonia "Notte Etrusca" con visita in costume etrusco alla necropoli di San Cerbone e nella stessa cornice sabato 18 l'animazione "E' morto il re, viva il re", mentre 25 luglio “Il fuoco di Pupluna”. E il parco farà anche da quinta allo spettacolo "Archeologia Narrante" a cura della Compagnia di Teatro i Fratellini, domenica 26 luglio alle 18,30. Al Parco archeominerario di San Silvestro, invece, venerdì 17 luglio alle 18 l'animazione per grandi e piccini “I signori Della Rocca: racconto di potere e metalli in un castello medioevale”. Due le conferenze in calendario presso il Museo archeologico del territorio di Populonia, con ingresso libero. Venerdì 10 alle 21,30 a cura di Giovanna Bianchi “Dal Conventaccio al Monastero: le nuove ricerche a S. Quirico (Populonia)", mentre venerdì 24 “I principi etruschi di Maremma: le insegne del potere” a cura di Simona Rafanelli. S’intitola “L’archeologia sullo schermo” la rassegna di filmati archeologici. In programma martedì 14 luglio i titoli "Ancient Super Ships - Gigantesche Navi Antiche” per la regia di Stuart Clarke; “Troja. Die wahre Geschichte - Troia. La vera storia” di Su Turhan e “Hierapolis” di Folco Quilici. Inizio proiezioni alle 21,30 presso la piazza del Museo archeologico del territorio di Populonia, con ingresso gratuito. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0565226445.


A Populonia le olimpiadi - 07 05 2009
La disputa riservata ai baby visitatori del Parco archeologico domenica 10 maggio, dalle ore 14.30, per contendersi le medaglie dell’antica città etrusca


L’emozione delle gare olimpiche dell’antica Grecia che, come narra il mito, furono istituite da Eracle nel 776 a.C. per unire, attraverso lo sport, le città greche fino ad allora divise, rivive nella cornice del Parco archeologico di Baratti e Populonia. Domenica 10 maggio, dalle ore 14.30, i baby visitatori del parco potranno contendersi le medaglie dell’antica città di Populonia. Tiro con l’arco, corsa, lancio del peso, del disco e del giavellotto sono i giochi a cui si può partecipare, secondo lo spirito di amicizia, condivisione e lealtà che è proprio dell’olimpiade.
Un’occasione in più per visitare un vero e proprio museo all’aperto luccicante di scorie ferrose, che testimoniano l’imponenza della città industriale etrusca. La spiaggia è punteggiata dalle tombe a tumulo della grande necropoli etrusca di San Cerbone, mentre le prime colline affacciate sul mare conservano le tracce delle antiche cave e delle tombe scavate nella roccia. Dominano il golfo l’acropoli della città antica e il borgo medievale di Populonia. Ottanta ettari di Parco in cui è possibile ripercorrere millenni di storia.
Per gli atleti che vorranno prendere parte all’olimpiade il ritrovo è fissato alle ore 14 presso la biglietteria dell’area necropoli. La partecipazione è compresa nel prezzo del biglietto d’ingresso al Parco. Per informazioni telefonate allo 0565226445 oppure via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..



A tavola con Fufluns - 06 05 2009
Alla scoperta della vita degli dei e degli uomini etruschi nel migliore dei momenti: quello del banchetto. Sabato 9 maggio (ore 21) nella cornice del Museo archeologico del territorio di Populonia (a Piombino).

Appuntamento serale nella cornice del Museo archeologico del territorio di Populonia (a Piombino), sabato 9 maggio alle 21, per la speciale visita animata “Fufluns” dedicata ai bambini e a chi ha ancora voglia di volare sulle ali della fantasia. Un incontro con la più gaudente delle divinità etrusche, per scoprire la storia del suo popolo, in un percorso tra teatro e visita guidata, in occasione della rassegna “Amico Museo”.
Fufluns pare fosse il nome da cui deriva il toponimo di Populonia (Fufluna) ed è il corrispettivo etrusco della divinità Dioniso o Bacco. A far rivivere il dio del vino sarà l'attore Federico Guerri, un dio gaudente e simpatico che illustrerà la vita degli dei e degli uomini etruschi nel migliore dei momenti: quello del banchetto. E a far da quinta alla speciale messinscena sarà la sala del museo in cui è ricostruita una scena di banchetto e i reperti riferibili a questa pratica, del bere e del mangiare. Un pratica che nelle sepolture populoniesi principesche è ben attestata a partire dal VII secolo a. C.. Un uso che gli Etruschi appresero dai Greci e che ostentavano come uno status symbol. Ma si parlerà anche del ruolo della donna che partecipava attivamente ai banchetti, nonché del modo di fare vino degli Etruschi. E a seguire una degustazione di vini locali.
È consigliata la prenotazione, ingresso 5 euro. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0565226445 oppure e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


La festa del lavoro a Sassetta, sulla via del carbone - 28 04 2009
Antichi gesti rivivono in occasione del primo maggio, la speciale festa nel Parco forestale di Poggio Neri dedicata al duro mestiere del carbonaio.

S’incomincia col fabbricare il camino centrale, per poi arrivare alla cupola di legname ben accatastato. La montagnola viene coperta con terra. Dall’alto, poi, viene introdotta nel camino la miccia che dà il via alla combustione, che avviene con pochissimo ossigeno e dura per parecchi giorni, una settimana. Antichi gesti e abitudini che rivivono, in occasione del primo maggio, nel percorso allestito nel Parco forestale di Poggio Neri a Sassetta (LI), dove i carbonai “in diretta” sono impegnati nelle varie fasi di lavorazione: dal trasporto delle legna con i muli, all’allestimento della carbonaia, fino alla spettacolare estrazione del carbone ardente.
L’antico sapere dei carbonai è protagonista a Sassetta in occasione de “La via del carbone”, la speciale festa (dalle ore 9) dedicata a un lavoro duro e pressoché scomparso, legato al bosco e al profumo acre della legna in cottura. Un itinerario della memoria di circa due chilometri, di facile esecuzione, visitabile gratuitamente, con possibilità di percorsi alternativi: panoramico e botanico. Inoltre, c’è il Museo del bosco, dove gli attrezzi per le varie lavorazioni introducono alla scoperta dei mestieri del bosco, con una ricostruzione perfetta e minuziosa del mondo dei carbonai: una capanna tradizionale, un seccatoio e una carbonaia. Le carte topografiche sono disponibili presso l’ufficio informazioni turistiche del borgo dal primo mattino. E da qui, per l’intera giornata, sarà in funzione il servizio navetta per raggiungere la porta di ingresso al Parco. Inoltre, nel bosco è attivo uno speciale punto ristoro, con menù del carbonaio, a partire dalle ore 12. E lungo i percorsi di visita per tutta la giornata sarà possibile fare merenda negli speciali punti di ristoro a base di zonzelle sassetane.
Un primo maggio particolare, in compagnia degli ultimi protagonisti di un’attività economica, ormai superata dalle nuove forme di energia, che si presentano al grande pubblico, turisti compresi, mostrando le fasi produzione del carbone di legna. Si svolge nel Parco forestale di Poggio Neri, alle porte di Sassetta, dalle ore 9 fino a sera la festa organizzata dal locale Comitato cacciatori.
Un motivo in più “La via del carbone” per avventurarsi alla scoperta dell’antico borgo di Sassetta e del Parco forestale di Poggio Neri. Un verde regno di seicento ettari, dove le tracce di un’economia antica di carbone, di castagne e di caccia, sono ben visibili. E per gli appassionati di filatelica alla Via del Carbone ci sarà l’annullo filatelico, con cartoline e francobolli dell’evento in collaborazione con Poste Italiane.


Alla scoperta dell’antico monastero di San Quirico - 22 04 2009
Speciale trekking nell'ambito della Settimana della Cultura sabato 25 aprile


Un viaggio lentissimo attraverso un paesaggio in bilico tra la bellezza e la memoria storica, dove le testimonianze archeologiche s’intrecciano con splendidi ambienti naturali di mare e di macchia mediterranea. È il facile trekking "Tra i boschi alla scoperta dell’antico monastero di San Quirico", suggestivo percorso che muove dal golfo di Baratti fin nel cuore del medioevo di Populonia. Una occasione speciale, nell'ambito della Settimana della Cultura, per addentrarsi nei segreti di una terra autentica, alla scoperta di dettagli che si possono apprezzare solo procedendo “a passo d’uomo” da segnare in agenda per sabato 25 aprile dalle ore 10,30.
Un itinerario capace di restituire un’emozione antica, quell’emozione che ancora oggi ci suscita l’osservazione del paesaggio di Populonia, che si è miracolosamente preservato intatto nei secoli. Una guida esperta accompagnerà i visitatori tra i boschi del promontorio, lungo un percorso trekking dagli scorci suggestivi che conduce dal golfo di Baratti fin nel cuore del medioevo di Populonia. Un percorso a ritroso nel tempo, alla scoperta di un monastero nascosto tra gli alberi: una chiesa a tre absidi, una navata e il chiostro che furono convento benedettino, trasformato poi in romitorio guglielmita nella seconda metà del XIII secolo, che gli archeologi hanno da poco riportato alla luce.
Il programma prevede il ritrovo alle ore 10,30 presso il Centro Visita del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, ingresso area necropoli, e partenza del gruppo per il percorso trekking. In alternativa, è possibile il ritrovo alle ore 13 in località Reciso, presso Populonia Alta, per facilitare il percorso. Il rientro è previsto per le ore 17. Si consigliano abbigliamento comodo e scarpe da trekking, oltre al pranzo al sacco. Per partecipare al trekking è richiesta la prenotazione, il costo è di 13 euro l'interno, 9 il ridotto (da 6 a 12 anni, oltre 65 anni), e 33 euro per la formula famiglia (2 adulti e 3 ragazzi), sotto i 6 anni l'ingresso è gratuito. Per informazioni telefonare allo 0565226445 oppure via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Per saperne di più. Il nuovo percorso di visita del Parco archeologico di Baratti e Populonia, chiamato via del Monastero collega via delle Cave e la necropoli etrusca delle Grotte con i resti del monastero benedettino, imponente monumento medievale, nascosto nei boschi del promontorio. A rendere visibile il monastero di San Quirico sono state le campagne di scavo avviate nel 2002 nel solco del progetto che ha visto la collaborazione tra Ministero per i Beni culturali, il Comune di Piombino, una equipe di università (Siena e Cà Foscari di Venezia) e la società Parchi Val di Cornia. Scavi che hanno riaperto un sipario sulla storia del golfo di Baratti e di Populonia, secoli dopo la scomparsa dell’antica città etrusca e romana. È come se fosse riapparsa la mappa reale dell’antico monastero: le tre absidi della chiesa, un’architettura monastica classica degli anni del medioevo, sono nuovamente visibili. L’edificio, il primo a essere costruito nella seconda metà dell’XI secolo, è orientato da est: una lunghezza inferiore ai quindici metri e una larghezza minore di quattro, con il coro che occupava una buona parte delle spazio della chiesa. Vi si entrava solo dal chiostro. La navata era piccola e, praticamente, corrispondeva alle strutture, ben più antiche, di una precedente cappella rurale. Gli scavi hanno restituito un patrimonio immenso: un migliaio di frammenti fra capitelli, colonnine spezzate ed elementi strutturali. Piccole sculture raffiguranti leonesse, lupi, cani, arieti, grifi, vitelli. San Quirico appare come un tassello di una rete di monasteri estesa dall’entroterra maremmano fino alle isole dell’arcipelago toscano. Non solo: i monaci vigilavano sull’approdo marino di Baratti e sulle piccole baie della scogliera del promontorio. Ma fu un monastero sfortunato. Più volte gli abati e le autorità religiose cercarono di renderlo un centro religioso importante. Ma tutti i tentativi fallirono, l’ultimo alla fine del ‘500. Poi, pastori, contadini, boscaioli, carbonai, lentamente, si impossessarono di quanto rimaneva dell’edificio. Il bosco riconquistò il suo territorio, il groviglio della vegetazione seppellì le pietre di arenaria e i marmi nobili del vecchio monastero.


Alla scoperta di un paesaggio - 24 02 2009

Due volumi raccontano la Val di Cornia e la sua complessità, la presentazione giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso il Museo del Castello e della Città a Piombino

Due prospettive per uno stesso paesaggio. Una terra autentica, bella e selvaggia com’è la Val di Cornia, ricca di fascino e di storia. Due racconti, altrettanti autori e due libri che hanno per protagonista questo spicchio di Toscana, estremo lembo nord di Maremma, unico e straordinario, presentato “senza veli”, con le sue contraddizioni, la sua eterogeneità e le sue bellezze. Un universo in bilico tra la bellezza e la memoria storica da guardare e conoscere come un’opera d’arte, creata dall’uomo e dalla natura, che si contempla vivendo al suo interno, essendo spettatori e attori al tempo stesso. S’intitolano “Parco archeologico di Baratti e Populonia. Guida alla scoperta di un paesaggio”, autore il giornalista di viaggio Andrea Semplici (editore Parchi Val di Cornia), e “Toscana. Uno sguardo infinito. Guida al paesaggio” autrice Mariachiara Pozzana (editore Giunti), direttore del Centro studi sul giardino e il paesaggio dell’Università internazionale dell’arte di Firenze, i volumi che verranno presentati giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso il Museo del Castello e della Città a Piombino.
Un’occasione speciale per conoscere e guardare la Val di Cornia in chiave inedita. Saranno i due autori a presentare le loro opere con i contributi del presidente Parchi Val di Cornia Luca Sbrilli, l’assessore provinciale ai Parchi naturali Anna Maria Marrocco, il responsabile dell’Associazione italiana architettura del paesaggio Andrea Meli, il presidente della commissione Territorio e ambiente del consiglio regionale della Regione Toscana Erasmo D’Angelis, il presidente del Circondario della Val di Cornia Giampaolo Pioli.
In Val di Cornia le testimonianze archeologiche s’intrecciano con splendidi ambienti naturali di mare e di macchia mediterranea. Un territorio che l’uomo ha plasmato nel corso dei secoli, scavando le colline ricche di metalli e di marmi, sviluppando imponenti lavorazioni metallurgiche, coltivando i fertili terreni della pianura e arrivando a contendere faticosamente, con le imponenti opere di bonifica idraulica, la terra al mare. “Questo è uno dei paesaggi più significativi da tutti i possibili punti di vista con i quali si affronta il paesaggio, ed è anche uno dei più importanti paesaggi storici che attraversano due millenni di storia dagli etruschi sino ai nostri giorni – afferma Mariachiara Pozzana - Un paesaggio simbolico, che unisce il mare, la pianura, le montagne, boschi e dune, aree paludose e foreste costiere, in una straordinaria varietà di ambienti naturali e culturali. Un paesaggio che non si smette di amare e di scoprire”. E consiglia Andrea Semplici: “Bisogna avere immaginazione a Populonia. Capire che una grande città sorgeva là dove adesso c’è la bellezza di un paesaggio. Bisogna avere occhi che vanno oltre la marina perfetta del golfo di Baratti o la grandiosità della necropoli e saper immaginare una città dei vivi. Una città operaia. Capace di costruire una acropoli superba”.
“La presentazione dei due volumi – afferma Luca Sbrilli, presidente Parchi Val di Cornia - ci permette di capire come la Val di Cornia appare ai non residenti che hanno la capacità di osservare il territorio in profondità. Lo stesso punto di vista che ha avuto la commissione di esperti del Ministero per i Beni e le attività culturali che ha candidato, recentemente, il sistema dei parchi al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa”.