12/12/2006 - Bilancio in positivo

Cresce l’autofinanziamento e si amplia il patrimonio culturale

Performance positiva nel 2006 per la Parchi Val di Cornia. L’indicazione dal bilancio preconsuntivo: la società ha incrementato il patrimonio culturale valorizzato, innalzato ulteriormente la propria capacità di autofinanziamento e ridotto il contributo richiesto ai Comuni per la gestione dei parchi e dei musei.
“Un dato positivo, in un contesto ancora segnato dalla crisi del settore del turismo, che conferma la validità delle scelte effettuate in questi anni per gli investimenti e per l’innovazione nella gestione dei servizi culturali, sempre orientati all’integrazione con una qualificata offerta turistica sul territorio.” - afferma il presidente Parchi Val di Cornia Spa, Massimo Zucconi – Un risultato che ha richiesto impegno, primi tra tutti gli operatori della Società, ma che è stato necessario per due ragioni essenziali: la necessità di corrispondere a criteri di efficienza ed economicità propri di qualsiasi azienda (tanto più se, come la nostra, vive su tariffe e contributi di natura pubblica) e la consapevolezza delle crescenti difficoltà dei bilanci dei Comuni. Nello stesso tempo siamo consapevoli che questo indirizzo, di natura economica, deve comunque assicurare adeguati standard di qualità dei servizi, al di sotto dei quali si rischia di compromettere l’utilità sociale del progetto dei parchi e con esso le sue ricadute sull’economia dell’area”.
Il dato più evidente è il rapporto tra costi e ricavi di gestione, passato dal 78,96 % del 2005 al 93,98% del 2006, con un incremento di oltre il 15%. Nello stesso anno il contributo richiesto ai Comuni per la gestione dei parchi è sceso da 564mila euro a 455mila euro, con una riduzione di oltre il 19%. Si tratta di un dato nettamente superiore alle medie nazionali di enti ed imprese operanti nel settore dei beni culturali ed ambientali che fanno registrare capacità autonome di autofinanziamento tra il 15 ed il 30%.
Per il 2007 le proposte avanzate dalla Società ai cinque Comuni della Val di Cornia prevedono un contributo in conto esercizio di 415 mila euro, con una ulteriore riduzione del 9%. La capacità di autofinanziamento dovrebbe attestarsi intorno al 94%. Se saranno raggiunti gli obiettivi previsti per il 2007, nel triennio di validità del contratto unico di servizio stipulato nel 2004 tra i Comuni e la Società per la gestione dei parchi e dei musei, si otterranno due risultati fondamentali: il pareggio dei bilanci della Società e la riduzione di 149mila euro (oltre il 26%) del contributo in conto esercizio destinato dai Comuni alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale dell’area.
“Tutto ciò, oltre a costituire un indubbio risultato economico,- afferma Zucconi – mette in evidenza anche la correttezza giuridica, la trasparenza e l’efficacia del contratto unico di servizio che consente ai Comuni di decidere preventivamente indirizzi ed impegni per la gestione dei parchi ed alla Società di affrontarla con maggiore certezza e responsabilità economica”. “Si deve poi considerare che i risultati di bilancio sono stati raggiunti in presenza di rilevanti mutamenti nei parchi e in condizioni avverse di mercato – spiega il presidente Zucconi – Da un lato l’ampliamento delle strutture e dei servizi culturali gestiti che, generalmente, rappresentano un costo (Centro di documentazione di Villa Lanzi, nuovi siti archeologici, ecc.), dall’altro la crisi del mercato turistico, sia nazionale che locale. Da questo punto di vista il 2006, per la prima volta dal 2003, fa registrare un’inversione di tendenza con un incremento del 7% delle presenze nei parchi e nei musei archeologici. Un’inversione che non compensa, tuttavia, i cali che dal 2003 ad oggi sono stimabili nell’ordine del 20-30%. Sulle aree naturali protette della costa gli incrementi sono stati più significativi, con oltre il 15% delle presenze. In queste aree la sperimentazione dei parcometri ha consentito di fluidificare gli accessi ai parcheggi (con conseguente eliminazione delle file) e di destinare risorse umane ai controlli ambientali in aree ad alta pressione antropica balneare”.


Serie storica del rapporto ricavi/costi complessivi, al netto dei contributi dei Comuni

Anni     Ricavi(Euro)  Costi(Euro)    Ricavi/Costi
1997      291.689,90     739.763,64        39,43%
1998      589.364,32     1.130.523,25     52,13%
1999      937.643,87     1.170.436,41     80,11%
2000      1.007.250,91  1.292.297,29     77,94%
2001      1.101.678,49  1.479.902,70     74,44%
2002      1.285.033,00  1.925.700,00     66,73%
2003      1.617.682,39  2.069.466,70     78,17%
2004      1.478.134,00  1.898.396,00     77,86%
2005      1.689.623,00  2.139.954,00     78,96%
2006*    2.129.671,00  2.266.056,00     93,98%
2007**  2.335.527,00  2.479.638,00     94,19%

* dati preconsuntivi; ** dati previsionali

Fonte: Parchi Val di Cornia Spa

Alta formazione a Villa Lanzi: battesimo positivo.

Importanti sono anche i risultati nel primo anno di attività del Centro di documentazione di Villa Lanzi, nel cuore del parco archeominerario di San Silvestro. Centotrenta tra laureati, ricercatori e professionisti provenienti da quattordici Paesi (Norvegia, Svezia, Finlandia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Canada, Italia, Polonia, Belgio, Inghilterra e Romania), sono stati a scuola nel Centro nell’ambito delle quattro iniziative che hanno impegnato in tutto circa 70 docenti di cui 26 provenienti da istituti e università estere. Attività che sono il frutto della collaborazione tra la Società Parchi, le Università, gli istituti di ricerca e le associazioni culturali presenti nel Forum per la “Ricerca e l’innovazione”, promosso dalla stessa Società nel 2005. Tre “Summer School”, in particolare, di durata settimanale e la seconda edizione della Scuola estiva di Pianificazione Urbanistica, promossa dall’Associazione Eddyburg (che , nel 2006, ha pubblicato gli atti della prima edizione nel libro “No Sprawl” a cura di Maria Cristina Ghibelli e Edoardo Salzano). Due, invece, i corsi di formazione, in collaborazione con altrettante agenzie formative, a cui hanno partecipato 22 tra imprenditori, diplomati e laureati in materie umanistiche, archeologiche e beni culturali.
“Il lavoro svolto a Villa Lanzi nel 2006 parla da solo, - afferma Zucconi- ma la cosa assume ancora maggiore rilevanza se si considera che le attività sono state realizzate senza nessun specifico contributo pubblico per la ricerca e la formazione. I parchi hanno offerto una sede, una struttura per l’accoglienza, il proprio know-how, un laboratorio informatico realizzato dal Dipartimento di Archeologia Medioevale dell’Università di Siena, i supporti logistici. Ma il successo delle iniziative è dovuto all’interesse suscitato dai temi di studio proposti e dall’alto livello delle docenze. È questa la ragione di una cosi vasta partecipazione, da ogni parte del mondo. Tuttavia- prosegue Zucconi - anche se i risultati sono incoraggianti, sarà difficile mantenere questo livello di attività se le istituzioni pubbliche non assumeranno una specifica iniziativa. Non è una candidatura, ne una rivendicazione, ma un invito ad enti locali, Regione e Ministeri interessati a valutare il valore di questa esperienza ”

La ricerca archeologica.

Anche nel 2006, con fondi UE e del Comune di Piombino, sono proseguite le ricerche archeologiche nel parco archeologico di Baratti e Populonia, in particolare nei siti dell’Acropoli della città e del complesso monastico medievale di San Quirico. Un progetto organico di ricerca che dura dal 2002, coordinato dalla Soprintendenza Archeologica con l’impegno determinante delle Università di Siena, Pisa, Firenze, Venezia e Roma al quale, insieme a docenti e ricercatori, hanno partecipato anche quest’anno oltre 150 studenti. “Si è trattato di un’esperienza straordinaria, anche sotto il profilo metodologico e dell’interazione tra diversi soggetti, - afferma Zucconi – che, in pochissimo tempo, ha permesso di accrescere le conoscenze archeologiche nel parco e, nella prossima primavera, consentirà di aprire nuovi siti al pubblico. Purtroppo con il 2006 sono terminati i fondi per questo progetto e sarà necessario sensibilizzare le istituzioni interessate, in primo luogo il Ministero per i Beni Culturali, per il proseguimento di un progetto che solo in minima parte ha restituito l’immenso patrimonio archeologico di Populonia e dell’intera Val di Cornia”.


Lo scenario 2007.

Saranno il pieno esercizio della galleria Lanzi-Temperino e delle nuove aree museali dedicate al lavoro e alle macchine minerarie, nel parco archeominerario di San Silvestro, e l’apertura dei nuovi siti archeologici dell’Acropoli e di San Quirico, prevista a primavera, nel parco archeologico di Baratti-Populonia, a caratterizzare il nuovo anno. Inoltre, la Società sarà impegnata nella riqualificazione ambientale della Valle dei Lanzi, il cui progetto è stato appaltato a novembre 2006. Un intervento destinato a migliorare il potenziale di attrazione e la funzionalità del Centro di documentazione di Villa Lanzi e dell’Ostello di Palazzo Gowett, entrambi penalizzati dalla difficoltà d’accesso stradale e da inadeguate reti tecnologiche, unitamente alle criticità ambientali legate alla cava di monte Calvi. Per i parchi naturali, l’impegno prevalente sarà rivolto alla sensibilizzazione del pubblico sul valore del patrimonio ambientale, dei sistemi dunali, delle aree umide, della fauna e della flora come fattori della biodiversità e dell’identità locale. L’alta pressione antropica sulle coste dei parchi, infatti, richiede sempre più comportamenti consapevoli e responsabili per la conservazione del patrimonio naturale.


11/08/2006 - Alta formazione a Villa Lanzi

A settembre, studenti universitari, laureati, ricercatori e professionisti a scuola nel Centro di documentazione, nel cuore del parco archeominerario di San Silvestro. Tre le iniziative, che sono il risultato della collaborazione della Parchi Val di Cornia con le Università, gli istituti di ricerca e le associazioni culturali presenti nel Forum per la “Ricerca e l’innovazione”, promosso dalla stessa Società nel 2005.
“Non è semplice intraprendere iniziative di ricerca e formazione senza l’ausilio di risorse finanziarie pubbliche. – afferma Massimo Zucconi, presidente Parchi Val di Cornia - Tuttavia, grazie all’impegno di oltre trenta tra docenti e ricercatori italiani ed europei, stiamo riuscendo a mobilitare interessi diffusi, confermati anche dalle iscrizioni alle scuole estive, che già oggi superano le 90 unità, con provenienze da varie parti d’Italia e dell’Europa”. Aggiunge il presidente Parchi: “Le credenziali per il successo delle iniziative sono l’alto livello delle docenze e il luogo in cui si svolgono: una realtà, quella dei parchi, in grado di offrire servizi e un laboratorio sperimentale per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale di un’area vasta”.
Due le “Summer Schools”, di durata settimanale, organizzate a Villa Lanzi dalle Università con la collaborazione della Parchi, il patrocinio del Circondario e il contributo di imprese private: Gruppo Monte dei Paschi di Siena, Riva degli Etruschi, Cave di Monte Calvi S.p.A., Valente S.p.A. e Le Corti di Montepitti. Dal 10 al 17 settembre, la sedicesima edizione della scuola internazionale Quantitative Methods and Data Analysis in Archeology, realizzata dal dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena, in collaborazione con l’Università di Parma, per approfondire le tecniche informatiche applicate alla gestione a all’analisi dei dati in campo archeologico. Invece, dal 19 al 23 settembre, la Scuola nazionale dei gruppi di Mineralogia (GNM), Petrologia(GNP), Vulcanologia (GIV), e Georisorse, Ambiente e Beni Culturali (GABeC) sul tema “Le microstrutture: Analisi e Applicazioni in Materiali Geologici”. Un’occasione di approfondimento sulle applicazioni delle nuove tecnologie allo studio microscopico dei materiali geologici e alla microanalisi dei minerali.
Si rinnova anche l’appuntamento con la Scuola estiva di Pianificazione Urbanistica promossa dall’Associazione Eddyburg. Una cinque giorni, dal 26 al 30 settembre, per la seconda edizione della scuola, inaugurata lo scorso anno proprio in Val di Cornia, dedicata al tema della città pubblica: dalla casa ai trasporti, dall’ambiente ai servizi, gli strumenti e i modelli economici necessari per mantenere e costruire il patrimonio dei beni pubblici, in linea con un principio di vivibilità per tutte le categorie di cittadini.
“Tre iniziative di alto profilo formativo. – sostiene Massimo Zucconi - Altre sono allo studio e potrebbero concretizzarsi in futuro. L’augurio è che queste attività possano confluire in un più vasto programma di ricerca e formazione che il territorio, a partire dalle sue peculiarità, può mettere in campo. Programma in cui i beni culturali e ambientali, grazie alle esperienze maturate, possono avere un ruolo di primo piano”.


12/03/2006 - Antiche  suggestioni sulle tracce dei minatori

Da luglio 2006 nel Parco di San Silvestro apre la galleria diretta Lanzi – Temperino, da visitare a bordo di uno speciale treno minerario

La galleria diretta Lanzi-Temperino, ovvero un chilometro e mezzo da percorrere a bordo di uno speciale treno minerario. Un viaggio nel cuore della terra, per suggestioni uniche, in uno scenario naturale sospeso tra memoria e presente, lungo l’antica via ferrata utilizzata dai minatori. L’apertura al pubblico della galleria mineraria, (s'inaugura il 6 luglio 2006, ore 17,00), infatti, permette di collegare i due angoli più prestigiosi del parco archeominerario di San Silvestro, a Campiglia Marittima. Dalla Valle dei Lanzi, su cui affaccia il villaggio minerario Rocca di San Silvestro, alla Valle del Temperino, porta di ingresso al parco e sede del museo mineralogico. E da qui che si accede anche all'omonima galleria, 360 metri di un affascinante itinerario lungo un complesso di cunicoli a volte sotterranee, trasformato in facile percorso museale, di grande interesse geologico e storico. Il Parco archeominerario di San Silvestro è un archivio a cielo aperto della storia mineraria della Val di Cornia, dove la grande quantità di specie minerali, oltre novanta quelli esposti al Museo del Temperino, è connessa con una grande variabilità di condizioni geologiche e geochimiche.

Note. La galleria diretta Lanzi Temperino (ex Ortaccio): avviata come ricerca mineraria nella seconda metà dell’800, fu completata dalla Società Miniera di Campiglia Spa negli anni ‘60 come galleria di carreggio per il trasporto del minerale dal pozzo agli impianti di frantumazione e flottazione di Valle lanzi. Il minerale veniva trasportato su rotaie a scartamento ridotto, su vagoncini, di cui si conservano vari esemplari, trainati da un locomotore elettrico. Lo stesso tragitto che percorreva allora il minerale verrà ripercorso oggi dai visitatori che, su un trenino, raggiungeranno Valle Lanzi e la Rocca di San Silvestro. All’interno della galleria, dove non sono previste soste, un suggestivo allestimento giocato con le luci e le ombre, ma anche le forme e i colori della mineralizzazione e della miniera oltre ad alcuni attrezzi da lavoro (vagoncini Decauville usati per il trasporto del minerale, una pala meccanica e attrezzi minori).

Da luglio, nel parco archeominerario di San Silvestro, perciò, si potranno ripercorrere le fasi più recenti, e pertanto ancora vive, della storia mineraria della Val di Cornia, lungo un nuovo percorso, realizzato con il recupero di alcune strutture che rappresentano il simbolo della fase più recente di quest’area mineraria e che ospitano il museo delle macchine minerarie e della storia sociale dei minatori. Dall’area del Pozzo Earle alla diretta Lanzi – Temperino, un itinerario ideale e topografico, che conduce dalle fasi più antiche di sfruttamento delle risorse a quelle più recenti del lavoro minerario, dalla chiusura della miniera per la crisi del settore alla sua riconversione in attività di cava, fino alla sua musealizzazione all’interno del parco.

Pozzo Earle: profondo circa 167 m, ancora fornito del castelletto in ferro e dell’argano di estrazione, rappresenta l’unico superstite dei 5 pozzi di estrazione mineraria che si trovavano nell’area del Campigliese agli inizi del secolo scorso. La struttura che ospitava l’argano che, nell’ultima fase di attività, scendeva al sesto livello della miniera, oltre a rappresentare il museo di se stessa, ospiterà il museo delle macchine minerarie. Qui, si racconta, attraverso un percorso interno ed esterno corredato da pannelli, l'uso dei vari macchinari appartenenti alle ultime fasi di attività e rimasti laddove sono stati abbandonati l’ultimo giorno di attività della miniera. Percorrendo un breve tratto a piedi si raggiungeranno l’ingresso della galleria Lanzi - Temperino e il “Morteo”, ovvero la “baracca” in metallo utilizzata dai minatori come spogliatoio e mensa, oggi dedicata alla memoria dei minatori, attraverso gigantografie di vecchie foto stampate su tela e pannelli che raccontano la loro vita, il loro lavoro, le malattie e le lotte sindacali per impedire la chiusura della miniera. Un video con le loro voci e altri video storici sono proiettati su una parete creando un brusio di fondo per chi siederà sulle panche dove allora si consumava il pasto prima di rientrare al lavoro.

I visitatori dunque, dopo aver visto all’interno del museo del Temperino, l’ampia gamma di minerali utili e non, che contraddistingue il Campigliese, percorrendo con la guida la galleria del Temperino potranno approfondire gli aspetti didattici sulla evoluzione delle tecniche estrattive; quindi attraverseranno, salendo al pozzo Earle, gli ultimi decenni di storia mineraria. Dalla crisi della miniera, raccontata dagli stessi minatori al Morteo, si troveranno, dopo un suggestivo percorso sotterraneo che evoca la memoria del lavoro, nella valle dei Lanzi, segno della prima riconversione delle attività minerarie. Il trenino, infatti, sbuca sul gradone di quella cava di calcare che la Società Miniera di Campiglia aveva aperto sul fianco della collina, quando fu inevitabile la chiusura della miniera di rame e piombo. I visitatori potranno scendere dal treno ed affacciarsi su quegli impianti che, nati per la flottazione del minerale che finalmente poteva qui essere purificato e separato dallo zinco, furono anch’essi trasformati per la frantumazione del calcare; i resti di quelle strutture segnano ancora oggi maestosi la valle dei Lanzi nel cuore del parco archeominerario, parco che rappresenta oggi l’ultima riconversione di questo antico e prezioso paesaggio, dominato dalla Rocca di San Silvestro.

Il Parco archeominerario di San Silvestro, conserva testimonianze uniche del ciclo minerario e metallurgico, dal periodo etrusco ai giorni nostri. È un archivio a cielo aperto della storia mineraria della Val di Cornia, che si estende per 450 ettari. Dalla Miniera del Temperino, un percorso sotterraneo attraverso il quale si possono osservare i minerali e contemporaneamente capire i metodi di estrazione antichi e moderni, al villaggio di minatori e fonditori della Rocca di San Silvestro (X / XI - XIV secolo), esempio unico per la conoscenza delle attività economiche e della vita quotidiana nel medioevo. La millenaria attività di estrazione e lavorazione ha lasciato resti di strutture e impianti produttivi, che rappresentano alcuni tra i più begli esempi europei di archeologia industriale. Gli edifici minerari ospitano oggi il museo mineralogico, il museo archeologico, il museo della miniera e i servizi di accoglienza. Il parco è attrezzato di centro visita, punto ristoro e spazi per attività didattiche e laboratori.
Seguendo il filo di un racconto millenario il parco di San Silvestro offre dei veri e propri cammini archeologico-minerari e nella natura, con proposte di soggiorno, percorsi trekking, visite guidate e laboratori didattici di archeologia sperimentale, per bambini e adulti, per conoscere la vita in un villaggio medioevale o l’esplorazione di una miniera. Oltre quindici i laboratori e le visite a tema. A San Silvestro, nella rocca del villaggio di minatori, ad esempio, si accende il forno e si fonde il rame, ma si può anche scoprire il mondo dei minerali o realizzare l’album delle erbe al seguito di un’avventurosa spedizione scientifica di catalogazione, per conoscere e sperimentare in modo piacevole e pratico l’arte di antichi mestieri, la geologia, la metallurgia e il mondo naturale, seguiti da esperti del settore. Inoltre, visite guidate a tema e con animazioni teatrali, dedicate ai bambini.
Per informazioni tel. 0565226445.