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La catalogazione dei Beni Culturali

La catalogazione dei beni culturali è disciplinata dall'art. 17 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), che attribuisce al Ministero, con il concorso delle Regioni e con l'eventuale collaborazione degli enti di ricerca, il compito di individuare e definire metodologie comuni di raccolta, di scambio, accesso ed elaborazione dei dati riguardanti i beni culturali a livello nazionale.
L'attività di catalogazione ha come obiettivo quello di individuare e conoscere i beni, documentarli in modo opportuno e archiviare le informazioni raccolte secondo precisi criteri e standard condivisi, al fine di costituire una preliminare base conoscitiva per successive azioni di tutela.
E' quindi il presupposto fondamentale per la conservazione del patrimonio culturale (storico, artistico, archeologico, paesaggistico), perché “è possibile conservare e valorizzare solo ciò che si conosce”.

Per la definizione a livello nazionale degli standard e gli strumenti per la Catalogazione e la Documentazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico artistico e etnoantropologico nazionale, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) ha un proprio organismo interno, l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). L'Istituto gestisce il Sistema Informativo Generale del Catalogo, svolge funzioni di alta formazione e ricerca nel settore della catalogazione ed è impegnato nella costituzione e implementazione del Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC), mediante il flusso diretto dei dati elaborati dagli organi periferici.

La nuova disciplina introdotta con il codice ha determinato sia l'introduzione dei metodi di catalogazione informatizzata che una rinnovata visione del ruolo delle diverse istituzioni che operano nell'ambito della tutela, conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, favorendo una proficua collaborazione, principalmente in termini di programmi concordati e di standard di catalogazione, validi su tutto il territorio nazionale.Ogni Soprintendenza, in accordo con l'ICCD, si è dotata di perciò un software dedicato.

Nello specifico, la Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana adotta a oggi il programma di archiviazione Pegaso-Chimera; nel database elettronico a ogni scheda sono associate una o più immagini fotografiche ed è possibile effettuare delle ricerche tematiche. Le schede di catalogo possono essere consultate tramite richiesta specifica all'ufficio preposto da chi lavora nel settore della catalogazione direttamente dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana. Sempre allo stesso ufficio può essere fatta richiesta di utilizzazione del programma Pegaso-Chimera.

Cos'è una scheda di catalogo?

Le schede di catalogo sono lo strumento digitale utile a raccogliere, secondo norme di compilazione e campi definiti in modo univoco e condiviso, tutte le informazioni che riguardano il singolo bene culturale, sia esso archeologico, ambientale, architettonico, storico-artistico o etnoantropologico. Le schede si articolano a seconda del settore disciplinare di appartenenza del bene; nella compilazione devono essere rispettati i criteri stabiliti per le singole voci (tra le quali, per esempio la collocazione, le misure, la descrizione, la bibliografia) e sono disponibili specifici strumenti di supporto e di controllo per la congruità delle informazioni riportate nei singoli campi, come a esempio i vocabolari.

Il Catalogo dei reperti del sistema dei Parchi della val di Cornia

Il database consultabile on-line è basato sulle schede dei reperti del Museo archeologico del Territorio di Populonia, redatte con Pegaso-Chimera, dopo una selezione dei campi utile a rendere maggiormente comprensibile la scheda, privilegiando le informazioni necessarie all'identificazione e alla descrizione del reperto.

Il database è articolato in due sezioni, una relativa ai reperti in esposizione e l'altra relativa ai reperti conservati presso il laboratorio di restauro del Museo.

Una semplice maschera di consultazione permette di effettuare delle ricerche all'interno del database, selezionando uno dei campi disponibili nel menù a tendina (tra i quali, classe, tipo di materiale, datazione, luogo di rinvenimento), a  ogni reperto archiviato è inoltre associata una immagine digitale.

Per ricerche più approfondite gli studiosi e gli interessati possono scrivere a museocittadella@parchivaldicornia.it

Per approfondire

Sul sito dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, creato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali potete trovare tutte le norme e gli standard per la catalogazione per ogni tipologia di bene, per la documentazione fotografica e multimediale e per il trasferimento dei dati. L'insieme delle normative sono condivise a livello nazionale.

Credits

Il Catalogo dei reperti on-line è stato realizzato nell'ambito del progetto “La valorizzazione del patrimonio archeologico del Sistema dei Parchi della Val di Cornia e l'adeguamento agli standard museali”, realizzato grazie ai fondi di finanziamento del Progetto PIC 2009 (Piano integrato della Cultura) “Musei di qualità al servizio dei cittadini e delle cittadine toscane”, con il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Piombino.